Bisnonno e trisnipote: c’è chi va e c’è chi viene…

In questi giorni da parte della Microsft sono pervenute notizie interessanti e forse un po’ curiose.
Dopo 18 anni dal suo debutto è stato definitivamente abbandonato il supporto a Windows 3.x. La notizia ha alsciato qualcuno perplesso perché si riteneva che da 2001 più nessuno facesse uso di un’interfaccia a DOS così vecchia ed obsoleta. E’ emerso invece che ad impiegarla assiduamente erano proprio grandi aziende come Virgin ed Quantas: ne veniva fatto un uso forse minore, ma è significativo di un comportamento che è sempre stato nettamente diverso tra i settori commerciali ed industriali e quelli consumeristici nel panorama informatico. Paradossalmente i primi, che spesso sviluppano nuove tecnologie, si tengono stretti ambienti e flussi di lavoro che l’utenza domestica bolla come superati ed inutili.

La storia di Windows 3.11 negli ultimi 7 anni dovrebbe far capire che l’obsolescienza di un software non avviene per forza di cose in virtù dell’uscita di una nuova release.

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Cloud Computing e il lavoro distribuito

Forse qualche purista potrebbe storcere il naso, ma in buona sostanza ormai quasi tutti noi facciamo uso di tecnologie di cloud computing, anche se spesso sono impropriamente utilizzate. La diffusione di soluzioni software partecipative e non stand-alone è arrivata a tal punto di estendere l’interesse del paradigma oltre ai normali fornitori di servizio accendendo la fantasia anche di aziende “sovrane” nel settore informatico come Microsoft.

Ormai il concetto sembra addirittura abbracciare prodotti hardware che fino a poche settimane fa potevano facilmente essere bollate come consumeristiche.

La notizia è che, prim’ancora di Windows 7, il colosso di Redmond ha deciso di proporre un sistema operativo a cui è stato dato il nome provvisorio di Windows Cloud ed il cui uso dichiarato è rivolto al Cloud Computing sul lato client.

Ma che cos’è il Cloud Computing? In poche parole è un’architettura che vede agire tre figure: un fornitore di servizi, un cliente fornitore ed un utente finale. Il fornitore mette a disposizione i server hardware al cliente fornitore di servizi software che vengono impiegati da remoto dagli utenti finali. Già così l’idea ci è familiare, anche se spesso le prime due figure tendono a coincidere. L’esempio più efficace e che proprio in queste ore è stato preso in considerazione da Steve Ballmer, successore di Bill Gates, è Google Docs.

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“MinWin”: un piccolo prodotto che segna un grande traguardo

La notizia è delle più interessanti: Microsoft ha dichiarato di avere in cantiere un progetto, ad uso interno, per un nuovo kernel dal peso di appena 25 Mb.
L’intento è quello di studiare soluzioni per snellire il kernel di Windows (quello di Vista pesa ben 4Gb) per accelerare le procedure di caricamento del sistema operativo all’avvio del PC.

Ma la notizia nella notizia è che MinWin (questo il nome provvisorio del progetto) dovrebbe facilitare anche l’utilizzo della tecnologia hypervisor: un sistema di virtualizzazione che permette di eseguire più sistemi operativi differenti contemporaneamente sulla medesima piattaforma hardware.
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