L’uso di Internet in Italia

Anni fa l’opinione comune dell’uso di Internet non era delle più lusinghiere: si riteneva che la maggior parte degli utenti domestici la impiegasse solo per la ricerca di svago gratuito (o di virus…) e che l’utenza professionale non avesse la ben che minima idea di cosa farsene oltre all’invio ed alla ricezione di posta elettronica. Oggi per fortuna questi vetusti ed antichi miti telematici sono sepolti.

Va però ammesso che tutto sommato l’approccio iniziale allo strumento (sbagliato) ha dato i suoi frutti: dalle analisi della Nielsen-Online pubblicate sul blog di IAB Forum Italia in un articolo del 18 febbraio emerge che Internet è principalmente usata per effettuare ricerche tramite i vari motori a disposizione e per la visita e la lettura di siti generalistici, mentre al terzo posto ci sono i Social Network, che dal grafico pubblicato “schizzano” con una curva ripidissima al 44%. (Continua a leggere…)

Le aziende presenti sui Social Network

Prendendo spunto da una segnalazione fatta dal blog di Mauro Lupi, ho raggiunto un documento interessante che tratta dell’aspettativa del pubblico americano di vedere le aziende anche all’interno dei social network.

Il documento leggibile in ingua inglese sul sito della Cone Inc., che ha effettuato un’analisi sul 60% di americani che usano abitualmente i social network.

Emerge che di questi il 59% interagisce abitualmente tramite questi strumenti con le aziende. Il sondaggio dice che il 43% del campione ritiene di aver risolto i propri problemi contattando le aziende con questo sistema; il 41% ha avuto la possibilità, richiesta direttabente dall’azienda, di fornire un proprio feedback sui prodotti; il 37% considera lo strumento un mezzo per testare l’interesse dei consumatori verso nuovi prodotti ed aiuti nello sviluppo di questi; il 25% lo considera uno strumento di marketing verso il consumatore.

Ricordo che nei paesi anglosassoni, “consumatore” è un termine che ha una valenza giuridica specifica e non una referenza generica come l’ha avuta da noi fino a non molto tempo fa, prima dell’introduzione del Codice del Consumo.

L’analisi è utile per comprendere come impiegare un social network non solo per pubblicizzare i propri prodotti, ma anche per fornire assistenza e fidelizzazione.

Sebbene come specifichi anche Lupi, non sempre quanto emerge da sondaggi fatti negli USA abbiano poi una rilevanza per il mercato europeo ed italiano, è indubbio che nel nostro paese dove si sta verificando una diffusione proprio di questi strumenti, il documento sia indicativo ed offra una guida per capire il perché di una decisione apparentemente lontana dai normali metodi di approccio al pubblico a cui siamo abituati su internet.

Frate Indovino e Barbanera: pubblicazioni di fine anno

Devo ammettere che forse è un argomento un po’ strano e diverso dal solito. Non si tratta d’informatica o telematica (sebbene entrambi gli oggetti del post abbiano una loro finestra on-line), ma è più corretto parlare di comunicazione di massa.

Giovedì ho ricevuto per la prima volta una copia del mitico calendario dei Frati Cappuccini: Frate Indovino 2009.

Premetto che non sono particolarmente religioso, anzi tutt’altro, ma devo amettere che mi ha dato piacere rivedere dopo tanti anni il classico calendario tutto colorato e di proporzioni generose (forse un po’ fuori misura per le case e soprattutto le cucine moderne, piccole e spesso minuscole). Questa pubblicazione che è ormai arrivata alla sua 68^ edizione, ha imperversato per le case degli italiani fin quasi dal dopoguerra. Navigando sul web in molti arrivano a denigrarla, qualcuno ad odiarla (forse perché stufi di riceverla), altri addirittura arrivano ad additarla come una forma di proselitismo su carta stampata. (Continua a leggere…)