Eventi & Workshop: i POP di Robin Good e GTDay

POP-logoQuest’ultimo trimestre ha visto, oltre a IAB Forum 2009, anche un’altro grande evento di primaria importanza per la comunicazione web: i workshop di MasterNewMedia “POP” la cui prima edizione si è svolta a Roma il 7 novembre e il 21 novembre a Milano.

Per molti visitatori e commentatori è stato uno dei più interessanti e formativi eventi dell’anno che ha permesso a tanti non solo di incontrare dal vivo uno dei personaggi più significativi del web, Luigi Canali De Rossi, editore e famoso consulente di marketing e comunicazione multimediale, ma ha permesso di apprendere tecniche che sono ritenute da molti altamente proficue nello sviluppo di un network informativo che sfrutti efficaccemente le nuove tecnologie del web. (Continua a leggere…)

Giornali on-line: gratis o a pagamento?

quotidiani-a-pagamentoIl mondo del giornalismo si sta domandando da mesi, ormai, quale sarà il proprio futuro, ora che Internet ha raggiunto una tale diffusione da essere un mezzo di comunicazione anche in quelle nazioni che fino a non molto tempo fa, erano praticamente escluse anche dalle statistiche d’uso e connettività.
Presa tra due fuochi in quasi tutto l’Occidente, la Carta Stampata si è vista sempre più ridurre il numero dei lettori a scapito della libera diffusione delle notizie sul web. Va detto che fin dagli albori della diffusione pubblica, l’informazione on-line ha sempre avuto un particolare punto debole nell’identificazione qualitativa delle fonti: di fatto la possibilità che chiunque potesse scrivere qualsiasi cosa, rendeva dubbie determinate notizie. Al giorno d’oggi però, questo problema sembra sempre più spesso superato dalla presenza on-line di nomi classici e blasonati del giornalismo e della divulgazione, che nella corsa all’aggiornamento non si sono voluti far sfuggire un’occasione di intaccare un nuovo mercato (anche se, a voler proprio essere sinceri, non sembrassero crederci troppo…).

Recentemente a far parlare di sé ci sono stati anche alcuni rappresentanti delle piccole e medie società pubblicitarie, che si sono viste decurtare parte dei loro entroiti dalla sempre più frequente scelta da parte della clientela di sistemi pubblicitari di advertising on-line, in primis Google AdSense/AdWords. In coda a queste preoccupazioni si sono riuniti tutti quegli editori cartacei che temono di non aumentare o di non generare abbastanza profitti: il dubbio è che regalare notizie non sia redditizio quanto venderle e che regalandole on-line non si riesca più a venderle su carta, con i relativi danni economici che s’ingenerano.

Il New York Times prova per la seconda volta la strada del pay per read: già nel 2005 aveva tentato proponendo sotto la dizione di “Times Select” una parte dei contenuti a pagamento, ma il progetto venne sospeso definitivamente nel 2007 per il poco successo ottenuto dall’operazione. (Continua a leggere…)

Blogaziende: guadagni dei blogger, guadagni coi blogger

Immagine tratta da TigullioVino.it

Internet sembra tutta focalizzata su quanto emerso dal resoconto annuale di Technorati sulla galassia dei blogger iscritti al loro circuito.

L’analisi mostra un panorama decisamente interessante soprattutto per quanto riguarda uno degni aspetti più discussi del fenomeno: i guadagni che si possono fare possedendo un blog con una visibilità medio-bassa.

Molte guide sono state scritte e molti siti sono nati proprio intorno a questo argomento: il caso tipico è quello di Master New Media, un editore (on-line) sorto proprio intorno ad un blog che fruttava parecchio al punto di diventare un punto di riferimento nel panorama internazionale come guida per la realizzazione di blog di successo.

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Web 2.0 e Semantic Web, questi sconosciuti…

Il logo del Web 2.0 (da Wikimedia)

Il logo del Web 2.0 (da Wikimedia)

Recentemente abbiamo letto un articolo su un quotidiano che citava le grandi innovazioni portate dalla tecnologia del web semantico e di come il i prodotti di tipo Web 2.0 stavano stravolgendo l’uso di internet.

Chi sa cosa s’intende per “semantic web” avrà già storto il naso. Anche noi l’abbiamo storto ed abbiamo invece iniziato a discutere tra noi di come sempre più spesso il giornalismo di massa cerchi di far comprendere ai così detti “non addetti ai lavori” concetti complessi (senza averli capiti ed assimilati) stravolgendoli completamente.

In buona sostanza l’articolo ci ha aperto gli occhi: su questi argomenti c’è una certa confusione. Non che siano questioni facili, anzi sono piuttosto complesse e danno da pensare ad interi comparti universitari ed aziendali che abbracciano le più disparate discipline scientifiche ed umanistiche, dall’ingegneria alla sociologia, dal marketing all’economia.

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