Web Marketing: la saturazione pubblicitaria come mezzo per allontanare visitatori
Navigare su Internet è ormai una cosa comune e lo fanno veramente in tanti anche in Italia, ma a causa di una crescita a singhiozzo della Rete nel nostro paese e nell’abitudine a cercare di adattare vecchi concetti a nuovi strumenti, da molti mesi si vede sempre di più il tentativo di applicare a questo media le regole che per anni hanno imperversato su giornali, radio e TV.

Soprattutto i grandi vendor sembrano affogare nel classico bicchiere d’acqua cercando di “ottimizzare” i guadagni saturando le proprie pagine web di banner spesso invasivi, di finestre pop-up che si pongono in secondo piano, di refresh di pagine per caricare nuovi banner o di richieste di chips per accedere a contenuti standard.
Capisaldi storici di questo modo obsoleto di fare Internet sono testate come La Repubblica e L’Espresso oppure come HTML.it. Anche YouTube non scherza, ma in maniera più subdola, lasciando libero arbitrio agli editori di porre spot prima dei video o di fare in modo che i banner laterali effettuino un refresh del video al loro download o con la banale sovrapposizione di un semplice mini-banner sopra il player durante la riproduzione. (Continua a leggere…)
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Commenti (0) — 22 maggio 2011 @ 11:14 — Claudio Lippi
Il mondo del giornalismo si sta domandando da mesi, ormai, quale sarà il proprio futuro, ora che Internet ha raggiunto una tale diffusione da essere un mezzo di comunicazione anche in quelle nazioni che fino a non molto tempo fa, erano praticamente escluse anche dalle statistiche d’uso e connettività.
Recentemente sul forum di Robin Good è iniziata 