Il primo Linux non si scorda mai

Che un designer si accosti a Linux, qualcuno lo trova strano, ma non solo non lo è, ma è comunque auspicabile che almeno una piccola prova la faccia per capire meglio come gira il mondo o perlomeno come gira l’altra metà del mondo informatico (che è in realtà un po’ più popolata di questa mia metà).

Anni fà, quindi anch’io mi sono accostato a Tux ed alle sue distro (così vengono chiamati i vari sistemi operativi basati sul kernel di Linus Torvalds): a farmi conoscere il pinguino fu un amico che mi mostro i dischi originali di Mandrake e me li prestò per installarli su uno dei miei PC. Stiamo parlando di qualcosa avvenuto ben 7 anni fa (ed in termini informatici è come parlare del dopoguerra). Ovviamente, abituato a Windows ed a Mac OS, fin dall’installazione qualche trauma ci fu.

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Ma Microsoft corre dietro a Linux?

E’ una domanda più che legittima visto le manovre della Casa di Redmond: dopo il tentativo di far passare un proprio formato proprietario (OpenXML), come se fosse libero, per scalzare ODP dalla posizione ottenuta nelle certificazioni ISO e dopo la stesura di ben due licenze riconosciute come Open Source, adesso si cimenta in un Sistema Operativo derivante da Windows XP che possa essere adottato niente meno dal più volte discusso progetto OLPC.
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