Scrivere in un Italiano corretto

tricolore-motorinoIn rete è abbastanza facile imbattersi in consigli su come diventare blogger di successo: nella maggior parte dei casi si leggono consigli raccolti da guide ed articoli scritti da alcuni nomi di maggior successo del mondo della consulenza aziendale sia in ambito pubblicistico che commerciale. Le guide peggiori verteranno su alcune “parole d’ordine” come qualità, contenuti e qualità dei contenuti senza stare a specificare molto l’argomento; le guide migliori porranno invece l’accento su un altro argomento: fate attenzione a quello che scrivete ed a come lo scrivete.

Il succo del discorso è che un testo in un buon italiano avrà maggiori possibilità di emergere rispetto ad uno scritto male con errori grammaticali e sintattici, con ripetizioni e cacofonie oppure con un parodiare prolisso ed involuto che impedisce la lettura.

A voler essere sinceri esistono delle figure professionali che si occupano proprio di questo tipo di problemi ed è il curatore di bozze (in editoria) oppure il web writer (in telematica): quest’ultimo è da considerarsi a tutti gli effetti un esperto nella formattazione e presentazione dei contenuti, a differenza del primo che in definitiva è un supervisore di testi.

Quando si scrive un pezzo per il proprio blog che cosa bisogna fare per avere una certa sicurezza di non aver fatto degli “strafalcioni”?
Bella domanda… Personalmente ho fatto una ricerca di strumenti che fossero utili da integrare a quelli già a disposizione di chiunque possieda un computer.

Grammatica e sintassi
In Internet viene dato largo spazio all’apprendimento dell’Italiano per stranieri: ciò nonostante, essendo le regole le stesse (e ci mancherebbe), le guide referenziali sintattiche vanno bene anche per chi in Italia c’è nato, ma non può ricordarsi proprio di tutte le regole della nostra beneamata lingua. Il sito web Dizionario Italiano mette a disposizione una grammatica italiana in 4 sezioni al seguente indirizzo: http://www.dizionario-italiano.it/grammatica-italiana/index.php . Un’altra risorsa utile è il sito di didattica DiEnneTi che ha una sezione dedicata proprio all’apprendimento della nostra lingua e l’accesso ad una serie di software per il learning on-line: http://www.dienneti.it/italiano/index.htm.

Stile
Un po’ più difficile è reperire qualche consiglio in merito allo stile da adottare nello scrivere un testo: il consiglio principe è quello di trarre ispirazione dallo stile di autori più blasonati, oppure di iniziare a leggere qualche guida per tipi di siti specifici. Una guida simile si trova sulla Wikipedia, ma se non dovete scrivere il lemma di un’enciclopedia potrebbe venirvi particolarmente inutile. Più interessante la guida di WikiBooks: http://it.wikibooks.org/wiki/Aiuto:Manuale_di_stile.

Dizionario, sinonimi e contrari
Gli anglofoni restano più fortunati di noi: per loro un dictionary od un thesaurus sono molto più facili da trovare su internet rispetto a quanto può essere fatto per l’Italiano. Il sito Dizionario Italiano ovviamente ne ha uno nella sua homepage accessibile con un motore di ricerca interno: non si riesce però a capire quante parole siano incluse in esso. Molto più ricco e complesso è il DOP (Dizionario italiano multimediale e multilingue d’Ortografia e di Pronuncia) edito gratuitamente dalla RAI su un suo sottodominio: http://www.dizionario.rai.it/ (il Servizio Pubblico dovrebbe pubblicizzare meglio queste cose…). Lo strumento comprende 92.000 voci e 37.000 nomi propri, permette non solo di sapere come le parole sono scritte, ma offre la possibilità di sentire anche come devono essere pronunciate: servizio utilissimo per chi si voglia cimentare nella produzione di video e non voglia sbagliare a leggere, che so, una notizia.
Per i sinonimi e contrari in rete è possibile individuare sia il dizionario di Sapere.it, potenziato dalla De Agostini, sia quello di Alice/Virgilio.

Consigli spicci
Questi li aggiungo personalmente e mi vengono dall’esperienza.
In tanti ormai usano per la pubblicazione dei siti web strumenti come i Content Management System, alcuni dei quali sono progettati appositamente per la pubblicazione di testi, come Typed, WordPress e Blogger: in tutti questi casi sono presenti preinstallati dei tools per la correzione dei testi integrati negli editor WYSIWYG messo a disposizione. Nella maggior parte dei casi ci s’impatta nel problema che parole perfettamente corrette vengano non riconosciute e segnalate come sbagliate: però sono sicuramente un grande aiuto per chi voglia scrivere un testo, per quanto breve, e richiedono pochi momenti di concentrazione per decidere se una segnalazione è sensata o meno.

Stesso discorso per chi prima impiega un editor sul proprio computer come Microsoft Word, Abiword, OpenOffice.org Write od altri, tutti dotati di tools per la revisione non solo grammaticale ed ortografica, ma anche sintattica. Sono strumenti sicuramente non perfetti, ma utili, che hanno solo la necessità di essere, prima di essere usati proficuamente, impostati per la non modifica automatica delle parole (Word soprattutto può fare brutti scherzi in questo frangente…).

Un altro consiglio è la lettura sillabica. Mi spiego meglio: non credo che ci sia un software che lo faccia in automatico, ma un cervello umano in certi frangenti è più che sufficiente per leggere le parole scandendo le sillabe. Fatelo ed individuerete immediatamente problemi di doppie od assenza di lettere oppure errori di battitura.

Qualità degli argomenti
Fin qui abbiamo visto come scrivere un testo con una sua prerogativa importante: la conformità alle regole della lingua. Sicuramente questo aggiunge qualità, ma non significa che l’argomento trattato sia qualitativamente valido: una “castroneria” resta tale anche se grammaticalmente corretta.
Senza troppe polemiche sulle frasi fatte, mi è capitato di trovare in Internet un post su un forum in cui viene fatto un esempio molto interessante su cosa inserire in un blog affinché veicoli i messaggi: http://forum.masternewmedia.it/domande-generali-sul-video-publishing/298-siti-di-social-boormarking.html. Al di là dei consigli “tecnici”, la risposta data da Giulio Gaudiano, Editor Chief di MasterNewMedia mostra proprio il tipo di ragionamento alla base di un blog che propone argomenti di qualità, ma soprattutto che cosa s’intenda con questa espressione.

Buona scrittura a tutti.

  • Pingback: diggita.it

  • http://www.memosystem.it/ Stefano

    Ottimo articolo. Condivido appieno anche se aggiungerei una cosa: la punteggiatura. Se vogliamo, almeno in parte, rientra nello stile ma direi che meriti di essere citato. Dubito che influisca negli algoritmi e che, per qualche decina d'anni minimo, accada in futuro ma sicuramente aiuta la scorrevolezza della lettura. Il suono di quello che si scrive ne guadagna e con esso il piacere di scoprire un testo.

  • http://blog.ultrastudio.it ultrastudio

    Ti quoto in pieno.

    Strumenti automatici di controllo della punteggiatura non ne conosco, se escludiamo i normali correttori all'interno degli editor di testo come Micorsoft Word o OpenOffice.org Writer, che però lasciano un po' il tempo che trovano.

    Alla fine comunque secondo me rimane sempre il discorso che la buona volontà di chi scrive di riguardare il testo prima della pubblicazione, paga. Poi, ovviamente, siamo umani e le sviste capitano a tutti: del resto nelle redazioni ci sono figure appositamente preposte a questo. Un blogger in “solitaria” dunque può solo metterci la volotà e l'attenzione…

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