RAI: nuovo logo. Addio alla “farfallina”…

Solo poco tempo fa la RAI aveva sostituito i tipici loghi dei tre canali con la curiosa “farfallina”: un marchio che, quando venne reso pubblico, fece discutere. La farfalla era costituita da due profili di un volto contrapposti: il significato che veniva dato, parlava di rapporto con il pubblico e di un brand disegnato intorno ad esso. L’idea nasceva in un periodo in cui si discuteva parecchio sul Servizio Pubblico e del fantomatico “Canone” e si penso di ridisegnare il rapporto che l’Azienda aveva con l’utenza cercando di creare un rapporto di fidelizzazione che passava attraverso un ammodernamento del marchio, caratterizzato e personalizzato, e nuovi servizi, soprattutto dal punto di vista telematico e multimediale, oltre ad un rinnovo degli studi televisivi e delle sigle dei telegiornali (soprattutto del TG1 e di TV7, entrambi con risultati discutibili).

E’ da lunedì che la fase “farfallina” è sparita: nasce una nuova era, francamente molto più impersonale e che in qualche modo torna all’idea di identificare i canali singolarmente con i tipici tre colori, a cui, con la nascita del canale RAI4 si affianca un altro.

Il nuovo logo è costituito da un rettangolo diviso in due campi quadrati di cui uno vuoto, sulla destra: sulla parte a fondo pieno è presente il numero identificativo del canale ed il tipo Rai, sostituito ad intervalli regolari dalla vecchia farfallina nelle versioni televisive e telematiche, è inscritto nel quadrato vuoto. Ogni canale ha il proprio colore: blu per il primo, rosso per il secondo, verde per il terzo e magenta per il quarto.

Sinceramente la scelta da una sensazione di già visto: se nel caso della farfalla usata come divisore dei tipi si aveva la strana sensazione di una forzatura nell’allineamento degli elementi che forse per certi versi disturbava la composizione, con questa scelta si ritorna solo al passato e di fatto si relega il concept del brand ad un mero integrativo del logotipo.

Spersonalizzare è la parola d’ordine: non è la prima volta che un marchio identificativo e per certi versi significativo viene accantonato per qualcosa che, di fatto, non vuol dire niente. La Rai torna al concetto che il logotipo non rappresenta la mission aziendale, bensì identifica un contenitore rispetto agli altri. E’ cioè confezione e non sostanza.

Peccato. Non ero entusiasta della farfallina, ma aveva un suo perché.

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