La pecora nell’uovo

Il logo di Red TVInternet sta in qualche modo trasformando il mondo dei media in maniera del tutto radicale: dalla carta stampata alla TV passando per le radio ormai tutti i soggetti classici puntano al mezzo d’informazione telematico per rinnovarsi ed accrescere soprattutto il bacino d’utenza e la visibilità. Altre volte ho introdotto il discorso delle web TV, sia perché nel mio piccolo, insieme a degli amici ne gestisco una a livello strettamente locale, sia perché il fenomeno va al di là delle parole e dei limiti che spesso la TV ha, ed ha concettualmente introdotto. In fin dei conti le web TV si dividono in streming in diretta (le più costose ed onerose) e l’on-demand, cioè la pubblicazione di contenuti video che possono essere richiamati a piacimento in qualsiasi momento. Questa formula era la più diffusa e soddisfaceva soprattutto chi trasmetteva contenuti monotema, magari di argomento informatico o telematico (come ad esempio ICTv).

In questo panorama un capitolo a parte meritano quelle di argomento politico, spesso veri e propri organi di comunicazione partitica, che univano contemporaneamente vari vantaggi: la possibilità di esprimersi senza i limiti ed i vincoli delle TV via etere, sfruttare i vantaggi comunicativi di una diretta televisiva, ma con costi nettamente inferiori, raggiungere un bacino d’utenza nettamente superiore incrementando la diffusione del messaggio propagandistico.

I primissimi esperimenti che ricordo erano pressocché tutti di natura locale. Solo in seguito avvenne una svolta che ha saputo dare il La a progetti ben più complessi ed articolati come quello che ha scelto per simbolo una pecora rossa che esce dall’uovo: la Red TV.

Il sottosegretario al turismo Michela Vittoria Brambilla è stata forse la prima a dare una chiave più moderna (e più televisiva) ad un progetto simile, quando organizzò un canale televisivo on-line per i suoi Circoli delle Libertà, la TV delle Libertà. Si trattava per l’epoca di un’opera letteralmente faraonica con un investimento pari a quello di una piccola televisione locale (si parlò di una spesa iniziale di 1,5 milioni di euro) che la madrina sborsò di tasca propria (è in fin dei conti un’imprenditrice di successo del Nord). All’epoca ovviamente si parlò dell’intervento di Silvio Berlusconi che però ammetteva solo di aver fornito consigli e di appoggiare politicamente l’idea dei circoli e della web TV.

Quello Forzista, però, fu un approccio ibrido: per incrementare la diffusione era stato progettato come un programma di circa un paio d’ore al giorno che veniva, sì trasmesso per via telematica, ma anche distribuito “in cassetta”, come si suol dire, ad un gruppo di canali locali che trasmettevano via etere e che potevano così dotarsi di una tribuna politica (questa la formula) monotematica, ma pur sempre di qualità professionale: il web trasmetteva in diretta (da qui gli alti costi) e le emittenti via etere trasmettevano in differita, ma in contemporanea.

I limiti di sopravvivenza del prodotto coincisero con le ultime elezioni e soprattutto con l’inizio dei lavori per far nascere il Popolo delle Libertà, il partito di centro destra che vede uniti oggi Forza Italia ed Alleanza Nazionale.

Red TV è sia una web TV che un canale su Sky e questo secondo fattore la dice lunga soprattutto sulla previsione di longevità del progetto: può tutto sommato dirsi un perfezionamento a sinistra dell’idea della Rossa del Nord. Le cifre di cui parliamo sono sicuramente più elevate (pare abbiano iniziato con un investimento di 5 milioni di euro) ed anche la formula non è più quella di una semplice tribuna politica, ma unisce insieme varie soluzioni a cavallo tra il telegiornale, l’intervista ed il talk show. Un po’ 8 e 1/2 ed un po’ 30′ con un occhio a RAI TG 24. Anche le scenografie e la fotografia sono più curate e la regia è indubbiamente da canale TV nazionale.

Il sito internet è estremamente spartano, bianco e rosso, minimalista, ma anche facile da leggere con un buon uso degli spazi bianchi e delle distanze tra gli oggetti grafici. Forse pecca un po’ proprio nel player: siamo abituati tutti ormai alle soluzioni di YouTube che ci permettono di avere con un click tutti gli embed, gli ultimi video del canale e quant’altro ci serva per diffondere al volo tutti i contenuti. Anche in RedTV ci sono questi strumenti, ma in bella vista abbiamo il link rapito al video, il pulsante per Facebook ed un pulsante Condividi che francamente temo che in pochi immaginino dia accesso al codice embed. Oltre a questi difettucci francamente veniali, è un bel sito. Qualcuno storcerà il naso per l’uso di Flash al posto del nuovo arrivato Silverlight, ritenuto dai tanti molto più performante e qualitativamente valido rispetto alla storica plugin Macromedia/Adobe: effettivamente nelle ore di punta qualche ritardo e qualche difetto lo può dare, sintomo che in tanti accedono a questo sito web.

Un po’ più curiosa è la scelta dei promo. Quello che desta maggiori curiosità nel web è stato appunto Open channel, open mind. Nell’intento dei realizzatori questo simbolo dovrebbe significare novità, libertà d’informazione e soprattutto, libertà di ascoltare una voce discordante. Cappeggiano delle slide inequivocabili in tal senso: “Sarà vero che la tv è tutta uguale?/tutto può cambiare/RED canale 890 di Sky/Open channel, open mind”.

Eppure qualche dubbio lo ho: nell’iconografia classica, la pecora (indipendentemente dal colore) non è esattamente un simbolo lusinghiero. Se agnello indica il sacrificio imposto da altri. Se adulta indica stupida docilità nei confronti di chi viene ritenuto superiore ed incapacità dal distaccarsi dall’opinione di massa. Se adulta e maschio, oltre alle “doti” precedenti”, ciene aggiunta l’abitudine di affrontare i problemi con inutile brutalità senza ragionare. Nel quadro solo la pecora nera in parte si salva, in epoca moderna, perché spesso indica chi fa il contrario di quello che fanno gli altri (anche se in natura è solo una forma di albinismo come la pantera per il leopardo). Anche il concetto di stare nell’uovo non è lusinghiero, ma di fatto qui si esce da un uovo il che indica proprio l’atto di decidere di non rimanere chiusi dagli stimoli esterni e di prendere quindi consapevolezza di sé.

Dunque la pecora rossa che esce dall’uovo potrebbe essere una metafora di una “pecora” che ha passato la sua vita chiusa nel suo guscio, omologata alle altre, e che, divenuta rossa (quindi diversa dalle altre, con delle idee differenti, ma non nera e quindi con idee nuove), esce nel mondo e diffonde queste sue novità.

Open channel (canale aperto), open mind (mente aperta). Suona strano detto di un canale TV realizzato solo da una componente politica e che concettualmente mira ad escludere opinioni divergenti, ma forse rimane ancora più strano dopo aver visto il suo video promozionale (che comunque è uno dei più carini corti che abbia visto recentemente e mi levo tanto di cappello a chi lo ha ideato).

  • http://ermozzichetto.blogspot.com/ marista

    Lo sai che ho scoperto che l'uovo è un simbolo massonico, così come lo era il ramo di ulivo? Ci sono rimasta di sasso, mi si è aperto un mondo di fantasie solleticanti davanti agli occhi ….pensaci