Il fenomeno delle WebTV
Si tratta di un fenomeno che si sta diffondendo sempre più in Italia ed all’estero, partendo un po dall’esempio di YouTube e gli altri e cercando in qualche modo di imitare servizi simili a Joost: nel Belpaese, patria del fai-da-te, la soluzione più diffusa è l’on-demand.
Questo tipo di comunicazione è sicuramente molto affascinante: essa può essere configurata in bundle con blog e forum, ottenendo così quello che attualmente viene definito video-blog e che, sfruttando a pieno i servizi gratuiti di streaming audio/video messi a disposizione dai “colossi” americani, permettono di avere, non solo una più ampia diffusione, ma anche un costo decisamente molto basso.
Ovviamente sono soluzioni che in cambio dell’economicità, offrono una limitata e spesso bassa qualità del video: ma i costi dello streaming sono ancora molto alti a causa della forte necessità di banda in download da dover offrire por fornire un servizio di un certo livello.
Anche la creazione dei video per il web ha i suoi pro ed i suoi contro: difficilmente un video di qualità ADSL alta per una decina di minuti è inferiore ai 30Mb, indipendentemente dal codec usato. Flash Video Encoder offre sicuramente il miglior rapporto tra qualità e compressione, ma è anche particolarmente costoso, in quanto distribuito solo con la versione Professional di Adobe Flash 8 o con Adobe Flash CS3. Le soluzioni di librerie gratuite per la compressione in FLV hanno alterni risultati…
Per diffusione, Windows Media Video ed AVI (Divx o Xvid) sono sicuramente quelli che offrono il miglior rapporto qualità/prezzo… sebbene il prodotto Microsoft non generi risultati di alta qualità e soprattutto, vengono mantenuti “pesi” considerevoli rispetto ad altre tecnologie.
Una volta scelto il tipo di formato, è necessario scegliere il tipo di hosting. Esistono fornitori di servizi streaming, ma sono particolarmente costosi e che però, per l’on-demand, offrono spazi web decisamente risicati: questo genere di hosting può essere preso in considerazione più per le dirette (sebbene i costi possono ulteriormente lievitare in base al numero di ore o alle dimensioni del player) o per le pubblicazioni che usino ben pochi video.
Le soluzioni “economiche”, possono a fronte di spazzi “illimitati”, non offrire però alcun tipo di soluzione streaming, oppure proporre bande condivise con un numero imprecisato di altri utenti: soluzione che permette, è vero, di pubblicare un numero vastissimo di video, ma che magari non permette di renderli visibili se non ad uno sparuto numero di visitatori.
La soluzione che ovviamente offre una risposta esauriente a questi problemi è anche la più dispendiosa: un server proprio presso una web farmer o, addirittura, messo direttamente on-line presso una propria struttura.
Ma a chi serve una Web TV?
E’ una domanda legittima: la risposta ci viene data da Internet e dalla cronaca nazionale. Da alcuni mesi, il più importante portale di informazioni tecniche in ambito telematico, HTML.it, ha realizzato un suo interessantissimo progetto di WebTV: ICTV, diviso in sezioni tematiche, con filmati fluidi e di buona qualità, anche nella presa diretta dell’audio e che sfrutta a pieno tecnologie con Flash Video.
Oltre a questo genere di portali, c’è ovviamente il fenomeno di massa: il video blog. E’ sufficiente effettuare una veloce ricerca su internet per rendersi conto di quanto si stia diffondendo questo genere di progetti, che rendono possibile unire due fenomeni del Web 2.0 in uno: il blog, di cui è ormai inutile spiegarne alcun che, e la mania del regista che ha diffuso YouTube…
A voler esser sinceri esiste anche un altro tipo di uso che si è dimostrato fin’ora quello anche meglio riuscito dal punto di vista tecnico: il progetto di Michela Vittoria Brambilla, che nelle sue interviste non nasconde di profondere cifre elevate per poter mantenere la doppia funzione di on-demand e di limitate dirette settimanali, non superiori alle 4 ore.
Evidentemente deve essere considerato però un progetto molto interessante, perché, sempre tramite Google, non è difficile trovare altri “emuli” politici, dimostrando come la Web TV sia un ottimo strumento di propaganda elettorale. Ormai anche le dirette di Radio Radicale devono fare i conti con questa tecnologia: ecco la WebTV del Senato italiano.
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Comments (3) — 17 ottobre 2007 @ 15:00 — Claudio Lippi


















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