IAB Italia rinnova il proprio logo
All’ultimo Forum 2009, IAB Italia ha presentato ufficialmente il nuovo logotipo disegnato appositamente per essere il linea con il restyling del gruppo IAB Europe che ha spinto affinché i distaccamenti nazionali si allineassero tutti sul suo brand conferendo così, fin dal primo impatto, un’uniformità tra i bureau, che ovviamente va al di là della “divisa”, ma che è incentrata su la promozione della comune politica del gruppo.
Il nuovo marchio è molto semplice, basato sul carattere Futura Extra Bold, in due colori (nel caso italiano nero e blu, nel caso di IAB Europe blu ed arancio, i colori classici del IAB). Le lettere sono tutte minuscole ed il punto della “i” viene riportato in basso a destra e viene usato per attrarre l’attenzione sul nome della nazione su cui opera lo specifico gruppo di riferimento: il nome è posto in verticale ed obbliga ad una lettura dal basso verso l’alto.
Il marchio può dirsi facile da ricordare e da riprodurre, e questo aspetto può avere la sua importanza per incrementarne la portabilità e la diffusione, eppure la sensazione è di già visto e di eccessivamente spartano, nonché poco significativo e distintivo.
Il logo precedente era molto ricco e complesso e vedeva messa in bella evidenza la sola “i”, dando così molto risalto al concetto di interactive a scapito di advertising bureau: forse era un errore perché IAB è appunto come dice il nome un osservatorio sull’uso dell’advertising in Europa e quindi focalizzare il solo concetto di interazione era limitativo. Il marchio era caratterizzato da una sorta di spirale e dava proprio l’idea che l’argomento centrale non fosse l’advertising: ci fosse stata al centro la “a” forse sarebbe stato meglio.
Il nuovo logotipo invece porta l’attenzione sulla sigla per intero, e sicuramente questo è più giusto: vediamo bene “iab” e non solo, finalmente vediamo meglio il nome della nazione di riferimento, mentre prima esso era solo un corollario in fondo alla descrizione dell’acronimo. C’è ora sia un senso di appartenenza sia un senso di specifica individualità rappresentata da una caratteristica territoriale e geografica: lo stato europeo dove ha sede lo specifico bureau.
Eppure, secondo me, proprio la scelta di porre il nome della nazione in quel modo, in verticale, con un senso di lettura innaturale per noi europei, dal basso in alto, rende il logo poco leggibile. Ci si deve sforzare per leggerlo, non è immediato: il cerchio in basso non aiuta alla lettura, al massimo aiuta ad identificare la posizione della scritta che lo sovrasta, in una ipotetica sequenzialità che dispone la scritta in tera a formare apparentemente una “L” rovesciata (effetto ben visibile sul logotipo IAB Europe). La soluzione sembra di fatto risolvere solo un problema di spazio.
Il logo IAB Italia rispetto a quello IAB Europa dal punto di vista degli ingombri è strutturato meglio: la parola “italia” comprensiva del cerchio iniziale occupa la stessa altezza del’ascendente della “b” che fa da riferimento anche per l’allineamento del punto della “i”. Il risultato da l’idea che in fondo alla sigla ci sia un bel punto esclamativo che enfatizza il messaggio della sigla “iab”. Il marchio europeo non ottiene lo stesso effetto perché le proporzioni non sono le stesse.
Sinceramente nell’insieme mi sarei aspettato di più, ma devo ammettere che IAB non ha mai molto brillato per la sua veste grafica, sempre piuttosto “old style” che per certi versi ricordava i vecchi siti internet della fine degli anni ’90: dei miglioramenti sono stati fatti (anche se la palette scelta da IAB Europa lascia un po’ a desiderare…) e sicuramente un rinverdire il marchio e la spinta al rafforzamento del brand aiuta moltissimo la causa di questo progetto che sta dando sicuramente un’aiuto al mondo della telematica nel comprendere gli indirizzi e gli andamenti di un settore in continuo movimento ed in crescita esponenziale.
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View Comments — 8 novembre 2009 @ 13:31 — Claudio Lippi

















