Frate Indovino e Barbanera: pubblicazioni di fine anno

Devo ammettere che forse è un argomento un po’ strano e diverso dal solito. Non si tratta d’informatica o telematica (sebbene entrambi gli oggetti del post abbiano una loro finestra on-line), ma è più corretto parlare di comunicazione di massa.

Giovedì ho ricevuto per la prima volta una copia del mitico calendario dei Frati Cappuccini: Frate Indovino 2009.

Premetto che non sono particolarmente religioso, anzi tutt’altro, ma devo amettere che mi ha dato piacere rivedere dopo tanti anni il classico calendario tutto colorato e di proporzioni generose (forse un po’ fuori misura per le case e soprattutto le cucine moderne, piccole e spesso minuscole). Questa pubblicazione che è ormai arrivata alla sua 68^ edizione, ha imperversato per le case degli italiani fin quasi dal dopoguerra. Navigando sul web in molti arrivano a denigrarla, qualcuno ad odiarla (forse perché stufi di riceverla), altri addirittura arrivano ad additarla come una forma di proselitismo su carta stampata.

In realtà a rileggerlo ed a ben sfogliarlo è molto più corretto identificarlo come una sorta di portale generalista ante litteram. Se i cappuccini anziché pubblicarne delle scansioni sull’omonimo sito, ne realizzassero una versione on-line interattiva, magari con la possibilità di commentare i consigli, i detti e le ricette, probabilmente supererebbero il blog di Beppe Grillo per visite ed importanza sociale.

Impaginazione e colori
Il calendario di per se è forse ormai troppo largo ed alto per poter trovare comodamente posto in molte case moderne che a causa delle ridotte dimensioni, vengono spesso dotate di così dette cucine all’americana (nome nobile degli angoli cottura, versione moderna del focolare al centro della capanna o della grotta di preistorica memoria). l’impaginazione ha qua e là dei difetti: caratteri forse troppo piccoli e titoli dalle font improbabili e di dubbia decifrabilità. Margini ed interlinee non sono particolarmente curati e lasciano pensare che il compositore non se ne sia interessato più di tanto. Non me ne stupisco: il bianco è sempre piuttosto complesso da gestire quando il materiale da inserire è tanto. Uno dei pro e contro del publishing è che volendo si può inserire la Divina Commedia in una pagina, a proprio rischio e pericolo.
Il calendario è un tripudio di colori: oltre alle immancabili illustrazioni dipinte a mano, è costellato di disegni e vignette. La palette è completa, ma non cade mai in accostamenti sgradevoli. La scelta di toni tenui e pastello fa sembrare il calendario sempre vecchio (oggi si potrebbe dire old style) e sebbene il numeri di varianti e campioni all’interno della stessa pagina sia enorme, non si perde la legibilità dei testi (rigorosamente neri, come da vecchia scuola tipografica).
In buona sostanza, sebbene i contenuti siano tanti per ogni singola pagina, la disposizione e composizione permette di fruirne in maniera corretta: sotto ad un certo punto di vista sembra di vedere applicata su carta qualche lezione di Jacob Nielsen.

I contenuti
In realtà i contenuti sono in perfetta sintonia con gli editori: apolitici, in alcuni casi perfino quasi acattolici (o forse un po’ troppo ecumenici), offrono consigli tra i più disparati senza squilibri. Non è una lettura seriosa, anzi è spensierata: tra motti, detti, barzellette e curiosità, ci si può anche imbattere in ammonimenti su fatti ed eventi congiunturali con consigli che non arrivano mai alla critica (per non scontentare nessuno), ma che non offrono neanche soluzioni. Immancabili le ricette che, forse non saranno da Ristorante del Gambero Rosso, ma sono da abazia o molto simili a quelle della nonna: tenendo conto che, appunto la contingenza, sta spingendo sepre più persone all’orto da balcone, i consigli dei frati cadono a fagiolo.

Conclusione
Il Calendario di Frate Indovino è un oggetto che ha davvero imperversato per l’Italia negli ultimi settant’anni: sarà capitato sotto gli occhi di tutti almeno una volta e l’unica cosa che se ne può dire è che non è affatto un male, anzi. Offre sicuramente una certa visione del mondo che può anche non essere accettata, ma il suo scopo in realtà non è questo. Nel corso degli anni si è trattato di uno dei più riusciti esempi di divulgazione popolare ed è stato più uno strumento (oggi diremmo un tool), che sebbene non interattivo ha svolto indirettamente una funzione di social network permettendo a casalighe e contadini di avere un metro di confronto comune ed un argomento di cui trattare, un medium, per intenderci, che a differenza dell’agenda (cartacea) o del quaderno, poteva spingere alla conversazione al di fuori del proprio intimo su argomenti comuni.

L’Almanacco di Barbanera
L’accostamento non è pretestuoso: diciamo che il Calendario e l’Almanacco vanno di pari passo anche se a pubblicarli sono due editori completamente diversi. Anche gli intenti sono differenti. Il calendario dei frati cappuccini è un mezzo di raccolta fondi e di divulgazione delle opere dell’ordine monastico, l’Almanacco è in vece una tipica pubblicazione a scopo commerciale. Lo si cerca in edicola e lo si acquista liberamente.

Anche Barbanera, come Frate Indovino, è una di quelle cose che è sempre stato a portata di mano dell’intera popolazione nazionale. A differenza dell’altro, l’Almanacco ruota di più intorno all’oroscopo, ma è in realtà un lunario che ha avuto luce addirittura a Foligno nel ’700 come prodotto da fiera: ha scadenzato da allora semine e raccolti nelle case del Bel paese.

Come il Calendario offre consigli e ricette, ma abbandonando l’impegno sociale dei frati, si indirizza soprattutto verso trattamenti di bellezza e congiunzioni astrali. Stuzzica gl’interessi profani ed è oggetto di ridacchianti commenti a mezza bocca tra amici (meglio dire amiche).

Come il Calendario bada anche alla congiuntura: tratta anche di sogni e numeri del lotto, diventando così un completo strumento nazional popolare.

Anche nell’Almanacco non c’è niente di male: sostituisce l’alamanacco della RAI e si può averlo subito a relativamente poco prezzo a portata di mano. Anch’esso è un mezzo sociale di comunicazione ed intrattenimento che ha cadenzato la vita degli italiani ed ha anche fornito una certa utilità pratica, anche in epoca moderna.

Frate Indovino e Barbanera sul web
Sfortunatamente non si tratta altro di vetrine commerciali (di concezione anche un po’ vecchia) che hanno come unico scopo quello di promuovere la vendita del prodotto cartaceo. In entrambi i casi è possibile conoscere la storia delle pubblicazioni.

http://www.frateindovino.eu/
Sul sito è possibile accedere alle edizioni del 2008 e 2007 gratuitamente con le pagine dei dodici mesi in formato JPEG. C’è una pagina dedica alla storia del calendario e di Padre Mariangelo da Cerqueto (alias Mario Budelli) autore ed inventore del calendario. Oltre al calendario è disponibile anche un omonimo mensile e un carrello degli acquisti. I Servizi On-Line non sono altro che una form con la possibilità di segnalare cambi d’indirizzo o l’invio di offerte.

http://www.barbanera.it/
Il sito di Barbanera (oltre a fare un certo uso delle finestre pop-up, con tutto quello che comporta come scelta di web design) offre invece una serie completa di tool dalla pesca del pianeta fortunato alla ricerca di festività nell’anno alle affinità di coppia. Oroscopo ed almanacco on-line, lunario dell’anno in corso. Sono presenti guide di base sull’astrologia e l’astronomia, Una serie completa di motori di ricerca per ricette, segni zodiacali, salute e bellezza, orto e giardino, numeri del lotto e significato dei sogni.

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