Concerto del 1° Maggio: mamma mia che regia da brividi…

regia1Ieri, a casa di amici, ci siamo dedicati a guardare il Concerto del 1° Maggio, grande evento della primavera romana, sempre molto atteso da tanti. Di solito questo spettacolo raccoglie frotte di ragazzi da mezza Italia che s’accalcano in Piazza S. Giovanni, davanti l’omonima basilica fin dalla sera prima, perché è offerto gratuitamente e spesso si esibiscono grandi nomi della musica rock nazionale. E’ organizzato dai tre più importanti sindacati generali italiani (CGIL, CISL e UIL) fortemente politicizzato e generlmente gli artisti che vi partecipano hanno una chiara connotazione di sinistra e propongono brani così detti “impegnati” socialmente. Quest’anno forse la quest star è stata la meno connotata di tutte: Vasco Rossi.

Il “Blasco” Nazionale, non è che abbia mai fatto politica, anzi, e raramente le sue canzoni hanno nei testi poco più che richiami alla voglia di fare casino, sballarsi con alcool e droghe, oltre ad immancabili canzoni d’amore che spesso sono degli autentici osanna alle bellezze delle curve femminili.

Comunque, piaccia o meno l’evento in questione o gli artisti che vi si esibiscono, sta di fatto che è uno spettacolo importante e ci si aspetta francamente il massimo della qualità da esso, soprattutto nella parte tecnica. Invece, sebbene in giro si esalti la qualità del Concertone di quest’anno, la qualità dal punto di vista visivo è venuta decisamente a mancare.

Non mi azzardo nemmeno ad esprimere la benché minima opinione sui musicisti e sui cantanti (l’ho lasciato fare tutto il tempo ai miei amici che sono tecnici del suono professionisti), o sulla sequela dei ritardi dati da “problemi tecnici”: ad un certo punto Sergio Castellitto, presentatore dell’evento, è salito sul palco senza microfono e un paio di volte gli strumenti non erano esattamente accordati, ma vabbé, stiamo parlando di uno spettacolo che vedeva alternarsi gruppi musicali uno dietro l’altro, ognuno col suo stile, col suo genere. No, non sono in grado di muovere critiche su qualcosa che non sono pienamente in grado di capire.

Ma caspita sulla grafica e sulle riprese qualche sassolino me lo voglio levare!

Inanzi tutto l’evento avrebbe avuto come regista niente meno che Stefano Vicario, che è uno dei più importanti professionisti televisivi nazionali e che si è cimentato ultimamente col Festival di San Remo, ma che per il Concerto del 1° Maggio è entrato in sala regia solo dopo le 20:30, quando sul palco saliva Caparezza. “Come fai a dirlo?” Bella domanda: per tutto il concerto dalle ore 16:00 fino all’arrivo dell’artista pugliese la regia sembrava affidata ad un ubriaco e si aveva la netta impressione che fosse del tutto incapace di gestire le telecamere. Passava ogni 3-5 secondi da un’inquadratura all’altra con stacchi netti, senza seguire minimamente il ritmo della musica, usando la camera sul dolly in riprese aeree sul pubblico dellla durata di una manciata di secondi per poi tornare sui cantanti scegliendo ovviamente un’inquadratura cartolina tipo figurina da Albo Panini. Confesso che dopo alcuni minuti (i peggiori appresso ad una band campana che faceva una specie di tarantella con botti di legno usate come percussioni) a me è venuto il mal di mare: mi girava la testa come non mi capitava dall’unico viaggio in Sardegna che abbia mai fatto, col traghetto che becceggiava…

Ovviamente la parte titoli era sbagliata, fino al punto di non riuscire neanche ad azzeccare il titolo di una delle più note canzoni degli Afterhours: “Ballata per la mia piccola iena” tramutato in un più didascalico “Ballata per piccola jena” (forse lo avevano ricevuto tramite telegrafo…).

Curiose le scelte fatte sulle inquadrature del pubblico: per quanto mi ricordi sono state scelte una coppia di giovani ragazze molto carine che però si stavano abbracciando molto teneramente (ma saranno stati cavoli loro? perché farcele vedere? vabbé l’amore libero: gli svedesi si ritolano nudi nella neve ed esistono i campi nudisti, ma la privacy ha la sua dannata importanza!!!); un ragazzo con gli occhi lucidi come uno specchio la faccia congestionata in maniera inequivocabile (non è che sembrasse esattamente… commosso dall’emozione…); una coppia che mostrava orgogliosa la sciarpa del Foggia (cantavano dei calabresi in quel momento… amen…); uno striscione fatto con un lenzuolo che diceva qualcosa contro la guerra, ma la certezza non la ho, se il regista non avesse avuto la bella idea d’inquadrarlo (per appena una manciata di secondi) da dietro e farcelo così vedere al contrario; una maglietta bianca di una ragazza, ma credo che la regia mirasse a quello che c’era sotto.

A questo si aggiungono alcune difficoltà nel seguire Castellitto (pensate se ci fosse già stato Caparezza, che salta sul palco come un grillo impazzito), oltre alla già citata mania della ripresa a mezzo busto delle persone sul palco. Fino alle 20:30 non si è praticamente mai visto il palco per intero, ma solo porzioni a 20″ dello stesso, che per giunta invece era abbastanza interessante, anche se non eclatante, sopratutto per la scelta di usare una pedana rotabile in stile televisivo come una sorta di quinta per l’ingresso delle band: effetto che meritava un po’ d’attenzione in più.

Alle 20:30 miracolosamente, dopo aver massacrato gli Afterhours, che avevano come cameo Cristiano Godano dei Marlene Kuntz e Samuel dei Subsonica, sale Caparezza e cambia il regista e finalmente vediamo il palco, una panormaica seria sulla piazza stracolma fatta in modo da farla sembrare ancora più piena, ci godiamo delle riprese che seguono il ritmo della musica e che ci mostrano dettagli e particolari di uno spettacolo degno di questo nome. Il buoio aiuta: partono i primi effetti luminosi.

Alle 21:00 sempre il buon Caparezza viene brutalmente interrotto da Castellitto che fa interrompere il concerto: TG3. Mamma mia, pensiamo tutti, e che è successo? Che ha detto quel poveraccio ora? Ha parlato male del governo… e allora? Chi è che ne parla bene al Concerto del 1° Maggio? E’ successa una nuova disgrazia nazionale? Un nuovo terremoto in Abbruzzo? No. Il telegiornale è durato si e no 1 minuto scarso ed una signora ci ha propinato delle notizie identiche a quelle di 2 ore prima, ma con qualche dettaglio in meno, dopo di che ha finito ringraziando e ci siamo sorbiti 3 minuti di pubblicità.

Ma questi lo sport in TV non lo vedono mai? Ma c’era bisogno di interrompere a metà la performance di un cantante per 3 puzzolentissimi minuti di pubblicità? Perché non c’hanno intasato con bannerini in sovrimpressione come durante le partite? Ne avrebbero fatta passare di più e ci saremmo goduti lo spettacolo. Al termine dell’interminabile stacco pubblicitario ecco un bel siparietto d’apertura del Concerto del 1° Maggio, su fondo nero un tunnel di raggi rossi paralleli ci porta verso un microfono ad asta con una serie di slide che mostra diligentemente, ed uno per uno, tutti gli sponsor dell’evento! In somma altra pubblicità. Finalmente tutti sul palco con un Caparezza un po’ interdetto, un po’ rassegnato (avrà pensato che nei centri sociali ‘ste cretinate non le fanno…) che è costretto a riprendere da dove aveva lasciato, ormai quasi 10 minuti prima (col pubblico ovviamente un po’ raffreddato, tenendo conto che in linea di principio stavano lì per Vasco).

Da questo punto in poi il concerto seguirà un iter praticamente regolare e normale fino alla sua conclusione.

primo_maggio_loghi_confrontoA margine ci sarebbe da parlare del logo di quest’anno che è praticamente una brutta copia di quello del 2007 in cui la scritta “1 MAGGIO” era inserita in una scacchiera di 3 quadrati per 2 ed il numero 1 svolgeva anche la funzione di i della parola maggio. Il logo di quest’anno era un po’ più arzigogolato perché pretendeva di ottenere lo stesso effetto grafico, ma con una scritta che diceva “primomaggio2009″ con una palette di colori opachi e francamente brutti che rendevano per di più difficilmente legibili alcune lettere a causa di una serie di accostamenti che sembrano casuali, anziché ragionati e studiati.

Si potrebbe anche dire qualcosa su quanto è stato detto, sull’incitamento di Vasco a non seguire i telegiornali (e tenendo conto che in Italia non si leggono neanche i giornali cartacei e che più che per le notizie internet viene usata per altro, vorrei capire come si dovrebbero informare i giovani…): ma questa non è grafica, al massimo è comunicazione.

Solo una nota sulla questione della regia: lungi da me pensare che un professionista come Stefano Vicario abbia gestito il concerto nella sua prima parte, non m’azzarderei mai anche solo lontanamente a fare un simile pensiero. Conosco i suoi lavori e sò che è molto bravo (e dalle 20:30 in poi lo si è potuto vedere), ma forse dovrebbe dare una strigliatina ai suoi aiuto-registi e soprattutto infondere in loro qualche nozione in più sul mestiere: francamente in sua assenza non hanno fatto un buon lavoro.

  • marista

    Sai che non immaginavo che al concerto del 1 Maggio lavorassero registi di grido? Non lo ho mai seguito, ma immaginavo fosse qualcosa di casareccio, con i cantanti di grido che “offrivano gratis ” la loro musica ai giovani, un po' come certi big facevano quando ero giovane, all'Università.. noi non pagavamo , ma nesseno li agava, quindi tutto era alla buona, tranne le canzoni e la musica.

  • http://blog.ultrastudio.it ultrastudio

    Mah… oggi di fatto tutto è bussiness.
    Immagino che gli artisti non siano stati pagati con un regolare cascé, ma il palco non era certo quello tipico di un evento low bagget, tutt'altro. Nell'articolo non ne parlo, ma il concerto di Vasco non aveva proprio nulla da invidiare a quello di una qualunque rockstar d'alto livello, con una coreografia incentrata su fumi e luci verdi, seembrava che il palco fosse incendiato di verde.

    Tutte queste cose non sono sicuramente gratis e gli sponsor servono sicuramente anche per questo. Un po' più di pensiero potrebbe darlo il progetto abbinato al concerto: “Il mondo che vorrei”. Si tratta di fatto del titolo di una canzone di Vasco Rossi e del suo 21° album. Forse nel versante diritti d'autore c'è meno gratuità di quanta ce ne sia nell'opera delle varie aziende che hanno allestito lo spettacolo.

    Sono comunque illazioni, basate su opinioni mie personale e non su conoscenze certe che ho.

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