Riviste di grafica in Italia: la confusione tra uso del software e design

Mi capita spesso di parlare con persone che credono che il graphic design nel suo complesso sia di fatto la capacità di saper usare Photoshop e realizzare quindi qualcosa con questo software: nell’immaginario collettivo “un grafico” è un tizio per cui il famoso editor raster di Adobe non ha alcun segreto. Sempre più spesso mi capita d’incontrare persone incredule quando gli dico che il mestiere del designer pubblicitario o del desktop designer esisteva parecchio tempo prima della nascita del primo transistor.

Parliamoci chiaro: oggi l’uso di applicativi software è fondamentale per essere produttivi e competitivi e su questo dubbi non ce ne devono essere, ma si può essere dei designer (ed è auspicabile che sia sempre così) con un foglio di carta bianco ed una matita.

La confusione è che quest’attività è una sorta di “manovalanza” o di routine informatica, quando di fatto è una professione incentrata sulle idee e sulla capacità di rappresentarle.

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Open Source: filosofia spiccia o modello imprenditoriale?

In un recente articolo apparso su Punto Informatico è stato presentata una ricerca effettuata dal TeDis in cui si dichiarava che il modello Open Source dimostrava di essere economicamente valido e maturo per progetti imprenditoriali anche in Italia.

L’articolo ha ottenuto sul quotidiano d’informazione on-line una sequela di commenti molti dei quali decisamente lontani dai temi trattati e nella maggior parte dei casi identificativi dell’ignoranza diffusa su una realtà di mercato esistente ormai da molti anni quasi quanto l’articolo stesso.

Il pezzo in se, mi dispiace scriverlo, ma da addito più che altro a critiche, non per il contenuto, ma per il modo semplicistico e riduttivo di proporlo: sembra quasi che nel nostro Paese solo adesso il modello Open Source abbiadato un qualche frutto, quando invece, da anni intere aziende sono entrate a far parte di ciò che rende questo approccio alla distribuzione ed al lavoro collaborativo un cardine economico dell’informatica moderna: l’indotto.

I commenti, in linea con un giornale on-line di massa, sono più che altro molto poco tecnici e molto poco scritti da chi nel settore ci lavora e che conosce certe realtà (dimostrazione che non è vero che Internet è usata principalmente per lavoro e che l’utenza domestica ha più voce di quella professionale). (continua…)

Saluto al 2008, buongiorno al 2009

auguri-2009Primo post del nuovo anno. E’ anche il 50° articolo pubblicato, per rimanere in tema di bilanci. Devo ammettere che il 2008 è stato un anno all’insegna del lavoro, dei contatti e delle soddisfazioni per un progetto questo giunto al suo secondo natale. Il blog non è stato attivato subito e per un certo periodo c’è stato anche qualche dubbio su come affrontare l’idea di creare un blog aziendale che non fosse solo un mezzo di feedback e di pubblicità, ma anche un modo per esprimere idee ed opinioni su un settore che (per fortuna) dimostra di essere vivo ed in continua crescita.

Nel 2008 Internet ed il mondo informatico si sono dedicati a vari argomenti che hanno creato accesi dibatti e polemiche, con novità alcune delle quali interessanti ed innovative che hanno (o stanno) cambiando l’uso degli strumenti informatici e telematici. Ovviamente le novità non si fermano alla tecnologia, ma, soprattutto a livello nazionale, si allargano al settore giuridico.

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Bisnonno e trisnipote: c’è chi va e c’è chi viene…

In questi giorni da parte della Microsft sono pervenute notizie interessanti e forse un po’ curiose.
Dopo 18 anni dal suo debutto è stato definitivamente abbandonato il supporto a Windows 3.x. La notizia ha alsciato qualcuno perplesso perché si riteneva che da 2001 più nessuno facesse uso di un’interfaccia a DOS così vecchia ed obsoleta. E’ emerso invece che ad impiegarla assiduamente erano proprio grandi aziende come Virgin ed Quantas: ne veniva fatto un uso forse minore, ma è significativo di un comportamento che è sempre stato nettamente diverso tra i settori commerciali ed industriali e quelli consumeristici nel panorama informatico. Paradossalmente i primi, che spesso sviluppano nuove tecnologie, si tengono stretti ambienti e flussi di lavoro che l’utenza domestica bolla come superati ed inutili.

La storia di Windows 3.11 negli ultimi 7 anni dovrebbe far capire che l’obsolescienza di un software non avviene per forza di cose in virtù dell’uscita di una nuova release.

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Clickjacking, nuova frontiera del cracking

In questi giorni si sono susseguite interessanti ed importanti notizie in merito ad una nuova pratica di cracking (l’hacking per scopi criminali): il clickjacking.

In buona sostanza, così come viene tradotto da Alessandro Bottoni sul suo blog in una bella guida sul fenomeno tra le più complete in circolazione, per clickjacking si può intendere il “furto di link”. Si tratta di una sorta si reindirizzamento che può sfruttare varie tecniche basate su Javascript (ma non solo) oppure usando degli iframe per costringere il visitatore di un sito a cliccare su specifici link dirottandolo su pagine dove vengono scaricati generalmente virus worm e trojan. (continua…)

Cloud Computing e il lavoro distribuito

Forse qualche purista potrebbe storcere il naso, ma in buona sostanza ormai quasi tutti noi facciamo uso di tecnologie di cloud computing, anche se spesso sono impropriamente utilizzate. La diffusione di soluzioni software partecipative e non stand-alone è arrivata a tal punto di estendere l’interesse del paradigma oltre ai normali fornitori di servizio accendendo la fantasia anche di aziende “sovrane” nel settore informatico come Microsoft.

Ormai il concetto sembra addirittura abbracciare prodotti hardware che fino a poche settimane fa potevano facilmente essere bollate come consumeristiche.

La notizia è che, prim’ancora di Windows 7, il colosso di Redmond ha deciso di proporre un sistema operativo a cui è stato dato il nome provvisorio di Windows Cloud ed il cui uso dichiarato è rivolto al Cloud Computing sul lato client.

Ma che cos’è il Cloud Computing? In poche parole è un’architettura che vede agire tre figure: un fornitore di servizi, un cliente fornitore ed un utente finale. Il fornitore mette a disposizione i server hardware al cliente fornitore di servizi software che vengono impiegati da remoto dagli utenti finali. Già così l’idea ci è familiare, anche se spesso le prime due figure tendono a coincidere. L’esempio più efficace e che proprio in queste ore è stato preso in considerazione da Steve Ballmer, successore di Bill Gates, è Google Docs.

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Ritorno settembrino e novità dal mondo ITC

Ben tornati tutti dalle ferie estive (chi di voi ha avuto la possibilità di farle).

Da lunedì metà degli italiani è tornata a lavoro dopo la pausa di Agosto, nel corso della quale le notizie ITC sono state piuttosto “parche”. In primis va assolutamente citato l’evento tecnologico estivo di quest’anno: l’IFA 2008 di Berlino. Un bell’articolo sull’argomento si trova su Hardware Upgrade.

Sul blog di Mauro Lupi, invece, viene proposta una serie di tre post dedicati Societing, il libro di Giancarlo Fabris. Segnalo l’ultimo dei tre perché comprende anche un link all’intervento di Andrea Illy. (continua…)

“MinWin”: un piccolo prodotto che segna un grande traguardo

La notizia è delle più interessanti: Microsoft ha dichiarato di avere in cantiere un progetto, ad uso interno, per un nuovo kernel dal peso di appena 25 Mb.
L’intento è quello di studiare soluzioni per snellire il kernel di Windows (quello di Vista pesa ben 4Gb) per accelerare le procedure di caricamento del sistema operativo all’avvio del PC.

Ma la notizia nella notizia è che MinWin (questo il nome provvisorio del progetto) dovrebbe facilitare anche l’utilizzo della tecnologia hypervisor: un sistema di virtualizzazione che permette di eseguire più sistemi operativi differenti contemporaneamente sulla medesima piattaforma hardware.
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