Riviste di grafica in Italia: la confusione tra uso del software e design
Mi capita spesso di parlare con persone che credono che il graphic design nel suo complesso sia di fatto la capacità di saper usare Photoshop e realizzare quindi qualcosa con questo software: nell’immaginario collettivo “un grafico” è un tizio per cui il famoso editor raster di Adobe non ha alcun segreto. Sempre più spesso mi capita d’incontrare persone incredule quando gli dico che il mestiere del designer pubblicitario o del desktop designer esisteva parecchio tempo prima della nascita del primo transistor.
Parliamoci chiaro: oggi l’uso di applicativi software è fondamentale per essere produttivi e competitivi e su questo dubbi non ce ne devono essere, ma si può essere dei designer (ed è auspicabile che sia sempre così) con un foglio di carta bianco ed una matita.
La confusione è che quest’attività è una sorta di “manovalanza” o di routine informatica, quando di fatto è una professione incentrata sulle idee e sulla capacità di rappresentarle.
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Comments — 15 aprile 2009 @ 14:44 — Claudio Lippi

















Primo post del nuovo anno. E’ anche il 50° articolo pubblicato, per rimanere in tema di bilanci. Devo ammettere che il 2008 è stato un anno all’insegna del lavoro, dei contatti e delle soddisfazioni per un progetto 
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