Web Marketing: la saturazione pubblicitaria come mezzo per allontanare visitatori

Navigare su Internet è ormai una cosa comune e lo fanno veramente in tanti anche in Italia, ma a causa di una crescita a singhiozzo della Rete nel nostro paese e nell’abitudine a cercare di adattare vecchi concetti a nuovi strumenti, da molti mesi si vede sempre di più il tentativo di applicare a questo media le regole che per anni hanno imperversato su giornali, radio e TV.


Soprattutto i grandi vendor sembrano affogare nel classico bicchiere d’acqua cercando di “ottimizzare” i guadagni saturando le proprie pagine web di banner spesso invasivi, di finestre pop-up che si pongono in secondo piano, di refresh di pagine per caricare nuovi banner o di richieste di chips per accedere a contenuti standard.

Capisaldi storici di questo modo obsoleto di fare Internet sono testate come La Repubblica e L’Espresso oppure come HTML.it. Anche YouTube non scherza, ma in maniera più subdola, lasciando libero arbitrio agli editori di porre spot prima dei video o di fare in modo che i banner laterali effettuino un refresh del video al loro download o con la banale sovrapposizione di un semplice mini-banner sopra il player durante la riproduzione. (continua…)

Report e la puntata sul Web. Le critiche sono sinceramente esagerate…

Settimana scorsa leggevo con lo smartphone le ultime notizie prima di andare a dormire e mi è caduto l’occhio su una news pubblicata sull’Unità: http://www.unita.it/italia/report-gabanelli-scivola-sulla-rete-ma-i-fan-la-bocciano-i-di-m-loy-i-1.281839.
Potete leggere da voi i commenti all’articolo e farvi un’idea della questione: il reportage “Il prodotto sei tu” trasmesso domenica da Report non è piaciuto a molti che l’hanno trovato superficiale, inutilmente allarmistico e formalmente sbagliato.
Prima di farmi un’idea me lo sono andato a vedere. Potete farlo anche voi tramite internet al seguente indirizzo: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ed4f0f64-d321-4f26-812e-b539b130b93c.html.

Uso Internet dal 1997 e ne ho vista l’evoluzione e tutti i vari servizi che su essa si sono basati: ho visto aziende nascere negli scantinati, diventare leader di settore, arricchire i loro creatori e finire assorbite per pochi spiccioli da aziende più piccole o più grosse o finire semplicemente chiuse per fallimento. Pochi ricordano portali come Netscape (o browser come Netscape Navigator) o motori di ricerca come Altavista o un’azienda di software Oracle specializzata in videogiochi, assorbita da Atari, ma che all’epoca era considerata un colosso. Oggi pochi ricordano Macromedia e sembrano archeologia i computer IBM (e pensare che un tempo il mondo era costituito da computer “compatibili” o “non compatibili” con quelli della IBM…). (continua…)

Ritornare online dopo tanto tempo

Dopo mesi tornare a scrivere su un blog è un po’ complesso, va ammesso.
Se le buone intenzioni sono quelle di scrivere costantemente su uno spazio, alla fine ci si scontra con la necessità della vita di dedicarsi anche ad altro. Il risultato è ovvio: il blog rimane poco letto perché non aggiornato e quindi bisognerà dedicare molto tempo per veder ritornare i vecchi lettori e guadagnarne qualcun’altro.

Si potrebbe leggere qualche guida, oppure affidarsi a qualche guru o superesperto.

Invece mi limiterò a scrivere questo semplice post di poche righe. Alla fine mi sono reso conto che l’importante è scrivere, solo di argomenti che si conoscono o di cui si pensa di essere capaci a dare un’opinione sensata e costruttiva. Al resto penseranno i feed e gli aggregatori, oppure i tanto osannati social network, il cui funzionamento ad uso professionale è sempre più studiato, analizzato e relegato agli scopi di fidelizzazione.

Facebook non ti fa avere nuovi visitatori, ma semplifica la vita ai vecchi e permette di divertirli o di fargli accedere ai contenuti con uno strumento ormai noto.

Tweeter è già qualcosa di diverso. Si ottengono conversioni interessanti da quella manciata di caratteri a disposizione, sebbene come sistema di URL amichevoli lasci un po’ a desiderare: molto meglio servizi storici come TinyURL o il nuovo servizio di Google URL Shortener.

Ed i guru? Lasciamoli in India. Quelli veramente bravi si riconoscono dal saper indicare anche cosa non può funzionare. Quelli che garantiscono i miracoli con l’e-book da 100 euro ci stanno in realtà vendendo il Colosseo.

Tecniche di marketing on-line: errori di comunicazione

Nella giornata in cui viene finalmente reso pubblico il testo integrale della sentenza di tribunale che condanna tre dirigenti di Google Italia a 6 mesi di reclusione per violazione della privacy, vengo raggiunto per l’ennesima volta in tre anni da un’e-mail molesta che credevo di essermi lasciato definitivamente alle spalle mesi fa: nasce spontaneo chiedersi se chi cerca di trarre profitto dalla rete, ragioni sull’impatto che le proprie azioni hanno sulla propria immagine pubblica.

Non mi dilungo sulla sentenza, rimandandovi invece all’ottimo articolo dell’Avv. Guido Scorza pubblicato sul suo sito e alla lettura delle 111 pagine della sentenza: ve la semplifico nel più rapido dei modi. Per il Giudice i dirigenti italiani erano tenuti a fare in modo che le disposizioni previste dalla normativa sulla privacy di cui alla L. 196/2003 dovessero essere maggiormente visibili e comprensibili agli utenti del sito Google Video, anche se il Giudice non ritiene che questo avrebbe potuto impedire l’atto di caricamento del video e la diffamazione che da esso si è ingenerata. In somma i tre sono stati condannati perché non si sono prodigati a far sapere ad una ragazzina di 12 anni che pubblicare il video con un pestaggio ai danni del compagno disabile era un reato. (continua…)

Il nuovo contest MINI Space aperto ai creativi della fotografia

Marchio Creative Use of Space - Mini

Qualche tempo fa mi sono iscritto ad uno dei progetti più interessanti per l’incontro, lo scambio d’idee ed opinioni on-line con professionisti ed appassionati di grafica creativa: il sito Creative use of space, nato per la promozione del marchio Mini di BMW e per creare una community di creativi intenti a declinare marchio ed idee all’insegna dell’uso creativo dello spazio, il rapporto con l’ambiente e con qualsiasi altra idea creativa ed innovativa ruoti intorno ad un’immagine giovane, dinamica, ricreativa od utile, in linea con il messaggio che il marchio Mini vuole veicolare. (continua…)

Ed anche D’Alia fallì il passo…

La notizia di alcuni giorni fa riportata da Giacomo Dotta su WebNews, mette la parola fine all’interminabile gioco delle parti nato con l’On. Levi ai tempi del governo Prodi per trovare un metodo per ridurre al minimo gli interventi dei comuni cittadini sul web: nella notte di ieri si è concluso l’iter parlamentare (ed extra-parlamentare) che ha portato alla bocciatura dell’emendamento n. 60 al DLL. 2180 che prevedeva l’oscuramento di quei siti web che, in base ad una valutazione di un pool di burocrati espressamente creato, sarebbero stati riscontrati illeciti. I mezzi proposti dal Sen. D’Alia, promotore dell’idea e firmatario dell’emendamento, facevano ben prevedere un futuro dominato da impiegati ministeriali che oscuravano o a casaccio o per interessi economico/politici siti internet di tizio e caio senza alcun reale motivo.

Visione irragionevole? Non più di tanto vista la qualità dei nostri burocrati, soprattutto statali e parastatali, famosi più per i loro errori e le loro palesi ingiustizie, per la loro inefficienza e per la loro arroganza. L’Italia ha questa burocrazia perché ogni qualvolta si voleva far contente le masse, si risolveva il problema dei posti di lavoro “infornando” grosse quantità di disoccupati nella Pubblica Amministrazione, che così adesso deve pur impiegare questa massa di dipendenti sono “costretti” a chiedere al Legislatore di creare moduli, pratiche, analisi, monitoraggi e controlli per giustificare, almeno sulla carta, che questo personale è utile a qualcosa: da una stima recente gl’impegati pubblici (inclusi i parastatali) sono oltre 5,2 milioni, cioè circa uno ogni dieci abitanti, unico caso in Europa e forse nel mondo, visto che neanche gli USA hanno una simile proporzione. In teoria la nostra Burocrazia dovrebbe essere la migliore avendo tante persone che ci lavorano sopra, ed addirittura una delle più veloci. Di fatto è una delle più farraginose, inefficienti, lente ed inique dell’intero continente: sono più gli errori, i ritardi, le richieste doppie e triple ed i paletti per rallentare l’intera vita sociale nazionale, che questo inutile carrozzone è in grado di creare. (continua…)

L’uso di Internet in Italia

Anni fa l’opinione comune dell’uso di Internet non era delle più lusinghiere: si riteneva che la maggior parte degli utenti domestici la impiegasse solo per la ricerca di svago gratuito (o di virus…) e che l’utenza professionale non avesse la ben che minima idea di cosa farsene oltre all’invio ed alla ricezione di posta elettronica. Oggi per fortuna questi vetusti ed antichi miti telematici sono sepolti.

Va però ammesso che tutto sommato l’approccio iniziale allo strumento (sbagliato) ha dato i suoi frutti: dalle analisi della Nielsen-Online pubblicate sul blog di IAB Forum Italia in un articolo del 18 febbraio emerge che Internet è principalmente usata per effettuare ricerche tramite i vari motori a disposizione e per la visita e la lettura di siti generalistici, mentre al terzo posto ci sono i Social Network, che dal grafico pubblicato “schizzano” con una curva ripidissima al 44%. (continua…)

Passeggiare ad Oria senza esserci mai stato

hyria-oriaDella Puglia ho avuto tanti anni fa occasione di vedere Taranto, Massafra, Bari ed Alberobello. A Brindisi e nei paesi che la circondano non sono mai stato: Internet permette di fare tanti incontri e tramite Marista ho avuto l’occasione di conoscere indirentamente Prometheus, che mi ha spinto, ormai parecchio tempo fa, a provare la mia prima chat 3D, Active Worlds su PC Windows.

Devo ammettere che il browser, perché di questo si tratta, all’inizio mi aveva lasciato perplesso e con un’iniziale difficoltà riuscii quasi a stento a trovare il progetto che il mio nuovo amico on-line mi voleva far federe. L’idea era veramente bella e soprattutto, tenendo conto che vi lavorava da solo, titanica: ricostruire il centro storico della propria cittadina in maniera da poterlo esplorare senza essere materialmente lì. Nasce così una “stanza” della chat 3D dedicata a Oria, in provincia di Brindisi: Hyria 3D.

(continua…)

Saluto al 2008, buongiorno al 2009

auguri-2009Primo post del nuovo anno. E’ anche il 50° articolo pubblicato, per rimanere in tema di bilanci. Devo ammettere che il 2008 è stato un anno all’insegna del lavoro, dei contatti e delle soddisfazioni per un progetto questo giunto al suo secondo natale. Il blog non è stato attivato subito e per un certo periodo c’è stato anche qualche dubbio su come affrontare l’idea di creare un blog aziendale che non fosse solo un mezzo di feedback e di pubblicità, ma anche un modo per esprimere idee ed opinioni su un settore che (per fortuna) dimostra di essere vivo ed in continua crescita.

Nel 2008 Internet ed il mondo informatico si sono dedicati a vari argomenti che hanno creato accesi dibatti e polemiche, con novità alcune delle quali interessanti ed innovative che hanno (o stanno) cambiando l’uso degli strumenti informatici e telematici. Ovviamente le novità non si fermano alla tecnologia, ma, soprattutto a livello nazionale, si allargano al settore giuridico.

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Le aziende presenti sui Social Network

Prendendo spunto da una segnalazione fatta dal blog di Mauro Lupi, ho raggiunto un documento interessante che tratta dell’aspettativa del pubblico americano di vedere le aziende anche all’interno dei social network.

Il documento leggibile in ingua inglese sul sito della Cone Inc., che ha effettuato un’analisi sul 60% di americani che usano abitualmente i social network.

Emerge che di questi il 59% interagisce abitualmente tramite questi strumenti con le aziende. Il sondaggio dice che il 43% del campione ritiene di aver risolto i propri problemi contattando le aziende con questo sistema; il 41% ha avuto la possibilità, richiesta direttabente dall’azienda, di fornire un proprio feedback sui prodotti; il 37% considera lo strumento un mezzo per testare l’interesse dei consumatori verso nuovi prodotti ed aiuti nello sviluppo di questi; il 25% lo considera uno strumento di marketing verso il consumatore.

Ricordo che nei paesi anglosassoni, “consumatore” è un termine che ha una valenza giuridica specifica e non una referenza generica come l’ha avuta da noi fino a non molto tempo fa, prima dell’introduzione del Codice del Consumo.

L’analisi è utile per comprendere come impiegare un social network non solo per pubblicizzare i propri prodotti, ma anche per fornire assistenza e fidelizzazione.

Sebbene come specifichi anche Lupi, non sempre quanto emerge da sondaggi fatti negli USA abbiano poi una rilevanza per il mercato europeo ed italiano, è indubbio che nel nostro paese dove si sta verificando una diffusione proprio di questi strumenti, il documento sia indicativo ed offra una guida per capire il perché di una decisione apparentemente lontana dai normali metodi di approccio al pubblico a cui siamo abituati su internet.