Saluto al 2008, buongiorno al 2009

auguri-2009Primo post del nuovo anno. E’ anche il 50° articolo pubblicato, per rimanere in tema di bilanci. Devo ammettere che il 2008 è stato un anno all’insegna del lavoro, dei contatti e delle soddisfazioni per un progetto questo giunto al suo secondo natale. Il blog non è stato attivato subito e per un certo periodo c’è stato anche qualche dubbio su come affrontare l’idea di creare un blog aziendale che non fosse solo un mezzo di feedback e di pubblicità, ma anche un modo per esprimere idee ed opinioni su un settore che (per fortuna) dimostra di essere vivo ed in continua crescita.

Nel 2008 Internet ed il mondo informatico si sono dedicati a vari argomenti che hanno creato accesi dibatti e polemiche, con novità alcune delle quali interessanti ed innovative che hanno (o stanno) cambiando l’uso degli strumenti informatici e telematici. Ovviamente le novità non si fermano alla tecnologia, ma, soprattutto a livello nazionale, si allargano al settore giuridico.

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Il primo Linux non si scorda mai

Che un designer si accosti a Linux, qualcuno lo trova strano, ma non solo non lo è, ma è comunque auspicabile che almeno una piccola prova la faccia per capire meglio come gira il mondo o perlomeno come gira l’altra metà del mondo informatico (che è in realtà un po’ più popolata di questa mia metà).

Anni fà, quindi anch’io mi sono accostato a Tux ed alle sue distro (così vengono chiamati i vari sistemi operativi basati sul kernel di Linus Torvalds): a farmi conoscere il pinguino fu un amico che mi mostro i dischi originali di Mandrake e me li prestò per installarli su uno dei miei PC. Stiamo parlando di qualcosa avvenuto ben 7 anni fa (ed in termini informatici è come parlare del dopoguerra). Ovviamente, abituato a Windows ed a Mac OS, fin dall’installazione qualche trauma ci fu.

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L’Araba Fenice del web: chi non muore si rivede.

Corsi e ricorsi storici ci portano avvolte a rispolverare argomenti che si ritenevano ormai chiusi. E’ il caso del più brutto esempio di sito internet istituzionale che il nostro paese abbia mai sfornato: italia.it.
Neanche gli altri siti governativi nazionali brillano per qualità, leggibilità e contenuti e se per caso trovate sul web siti ricchi d’informazioni, ben impaginati ed utili, state pur certi che i loro domini finiscono per .ch e non per .it.

Il governo ha assegnato, come sottosegretario, a Michela Vittoria Brambilla il compito di rimettere mano al famigerato portale.

Ovviamente gli osservatori storici della vicenda, già ne preannunciano il fallimento e ne prevedono peste e corna, ma forse più che per analisi è per mancanza di stima in tutto ciò che viene dall’Italia sull’argomento (dubbito che se ci fosse stato un altro governo od un’altra persona avrebbero espresso giudizi meno critici).

Fatto sta che la Brambilla (ormai per antonomasia) delle cose condivisibili e delle idee chiare sembra averle ed averle dette in un intervento del 22 luglio in Commissione Attività Produttive alla Camera dei Deputati.

Su internet il punto che è stato meglio focalizzato è la decisione di usare il dominio riservato italia.info per essere il linea con altre scelte analoghe approntate da alcuni stati europei nel corso degli ultimi mesi. Francamente (e il fatto che il cambio di nome è stato praticamente strappato con le pinze dalla bocca della Brambilla fa capire la reale importanza della cosa per il sottosegretario) questo è forse l’argomento meno importante: in Italia si da molta importanza ai nomi delle cose e spesso li si cambia, non per aggiungere qualcosa, ma per far capire che si da maggiore attenzione a questo o quell’argomento o categoria (è il caso di bidelli, netturbini e donne di servizio che hanno tutti quadagnato l’ambito titolo di “operatori”, ma la cui sostanza poi non è affatto cambiata, anzi). Il cambio del nome non è esattamente il simbolo del cambiamento, ma una mera scelta di marketing che si concretizza in pochi punti: (Continua a leggere…)

Steve Ballmer ed il logorio ai fianchi

Steve BallmerNon sono un patito di sport, ma quello che sta svolgendo ultimamente il nuovo CEO di Microsoft è a tutti gli effetti una tecnica sportiva di logoramento ai fianchi di uno dei suoi concorrenti: Apple. In maniera molto napoleonica, da stratega militare, Steve Ballmar dosa bastone e carota contro il suo omonimo Steve Jobs, prima criticando il suo adorato iPhone, poi coccolandone le scelte OpenSource per il motore di web rendering WebKit.

Ma chi è Steve A. Ballmer? Secondo Wikipedia è un ex dipendente di Redmond che si è arrichito con le azioni della sua stessa azienda fino a ricoprirne il posto che fu del fondatore Bill Gates (ufficialmente in pensione da alcuni mesi). A Gates, dunque questo calvo signore di mezza età, rubicondo e giulivo, ma dall’appeal quasi forece da squalo della finanza, deve essere sembrato un buon successore al trono, probabilmente per le doti d’intraprendenza e l’intelligenza. (Continua a leggere…)

Bisnonno e trisnipote: c’è chi va e c’è chi viene…

In questi giorni da parte della Microsft sono pervenute notizie interessanti e forse un po’ curiose.
Dopo 18 anni dal suo debutto è stato definitivamente abbandonato il supporto a Windows 3.x. La notizia ha alsciato qualcuno perplesso perché si riteneva che da 2001 più nessuno facesse uso di un’interfaccia a DOS così vecchia ed obsoleta. E’ emerso invece che ad impiegarla assiduamente erano proprio grandi aziende come Virgin ed Quantas: ne veniva fatto un uso forse minore, ma è significativo di un comportamento che è sempre stato nettamente diverso tra i settori commerciali ed industriali e quelli consumeristici nel panorama informatico. Paradossalmente i primi, che spesso sviluppano nuove tecnologie, si tengono stretti ambienti e flussi di lavoro che l’utenza domestica bolla come superati ed inutili.

La storia di Windows 3.11 negli ultimi 7 anni dovrebbe far capire che l’obsolescienza di un software non avviene per forza di cose in virtù dell’uscita di una nuova release.

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SMAU: l’intervento di Mauro Orlando sulla sicurezza

Da quanto viene diffuso in queste ore riguardo l’intervento di Mauro Orlando, manager di Gartner Consulting, riguardo al concetto di sicurezza integrata nella gestione d’impresa, emerge quanto evidentemente sia ancora abbastanza lontana la comprensione di determinate tematiche nell’ambito dell’imprenditoria italiana.

Orlando spiega che “la sicurezza riguarda tutta l’organizzazione non solo i sistemi informativi, il top management o una singola area. [...] Si fanno spesso degli interventi parziali, scoordinati o intempestivi. La regola d’oro invece è bilanciare singoli interventi coordinati, piuttosto che fare un singolo grosso intervento”.

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Web Television: nuovi traguardi e nuove “contaminazioni”

Nell’ultima settimana il mondo delle Web TV di alto livello e del Video Sharing ha fatto parlare di se con nuovi tool ed esclusive giornalistiche che iniziano a dare peso e senso a quello che fino all’estate scorsa era solo un fenomeno informatico agli albori e tutto da scoprire.

Nell’immaginario collettivo, per Web TV s’intende icredibilmente YouTube. Nulla di più lontano.
In realtà fare televisione sul web significa esattamente fare televisione. E’ il mezzo che cambia: anziché l’etere, il digitale terrestre, la parabola od il cavo, si trasmetto i video tramite una pagina Internet. (Continua a leggere…)

Clickjacking, nuova frontiera del cracking

In questi giorni si sono susseguite interessanti ed importanti notizie in merito ad una nuova pratica di cracking (l’hacking per scopi criminali): il clickjacking.

In buona sostanza, così come viene tradotto da Alessandro Bottoni sul suo blog in una bella guida sul fenomeno tra le più complete in circolazione, per clickjacking si può intendere il “furto di link”. Si tratta di una sorta si reindirizzamento che può sfruttare varie tecniche basate su Javascript (ma non solo) oppure usando degli iframe per costringere il visitatore di un sito a cliccare su specifici link dirottandolo su pagine dove vengono scaricati generalmente virus worm e trojan. (Continua a leggere…)

Cloud Computing e il lavoro distribuito

Forse qualche purista potrebbe storcere il naso, ma in buona sostanza ormai quasi tutti noi facciamo uso di tecnologie di cloud computing, anche se spesso sono impropriamente utilizzate. La diffusione di soluzioni software partecipative e non stand-alone è arrivata a tal punto di estendere l’interesse del paradigma oltre ai normali fornitori di servizio accendendo la fantasia anche di aziende “sovrane” nel settore informatico come Microsoft.

Ormai il concetto sembra addirittura abbracciare prodotti hardware che fino a poche settimane fa potevano facilmente essere bollate come consumeristiche.

La notizia è che, prim’ancora di Windows 7, il colosso di Redmond ha deciso di proporre un sistema operativo a cui è stato dato il nome provvisorio di Windows Cloud ed il cui uso dichiarato è rivolto al Cloud Computing sul lato client.

Ma che cos’è il Cloud Computing? In poche parole è un’architettura che vede agire tre figure: un fornitore di servizi, un cliente fornitore ed un utente finale. Il fornitore mette a disposizione i server hardware al cliente fornitore di servizi software che vengono impiegati da remoto dagli utenti finali. Già così l’idea ci è familiare, anche se spesso le prime due figure tendono a coincidere. L’esempio più efficace e che proprio in queste ore è stato preso in considerazione da Steve Ballmer, successore di Bill Gates, è Google Docs.

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Blogaziende: guadagni dei blogger, guadagni coi blogger

Immagine tratta da TigullioVino.it

Internet sembra tutta focalizzata su quanto emerso dal resoconto annuale di Technorati sulla galassia dei blogger iscritti al loro circuito.

L’analisi mostra un panorama decisamente interessante soprattutto per quanto riguarda uno degni aspetti più discussi del fenomeno: i guadagni che si possono fare possedendo un blog con una visibilità medio-bassa.

Molte guide sono state scritte e molti siti sono nati proprio intorno a questo argomento: il caso tipico è quello di Master New Media, un editore (on-line) sorto proprio intorno ad un blog che fruttava parecchio al punto di diventare un punto di riferimento nel panorama internazionale come guida per la realizzazione di blog di successo.

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