Passeggiare ad Oria senza esserci mai stato

hyria-oriaDella Puglia ho avuto tanti anni fa occasione di vedere Taranto, Massafra, Bari ed Alberobello. A Brindisi e nei paesi che la circondano non sono mai stato: Internet permette di fare tanti incontri e tramite Marista ho avuto l’occasione di conoscere indirentamente Prometheus, che mi ha spinto, ormai parecchio tempo fa, a provare la mia prima chat 3D, Active Worlds su PC Windows.

Devo ammettere che il browser, perché di questo si tratta, all’inizio mi aveva lasciato perplesso e con un’iniziale difficoltà riuscii quasi a stento a trovare il progetto che il mio nuovo amico on-line mi voleva far federe. L’idea era veramente bella e soprattutto, tenendo conto che vi lavorava da solo, titanica: ricostruire il centro storico della propria cittadina in maniera da poterlo esplorare senza essere materialmente lì. Nasce così una “stanza” della chat 3D dedicata a Oria, in provincia di Brindisi: Hyria 3D.

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L’italiano: lingua sconosciuta?

grammaticaRilegendo l’ultimo post che ho scritto ad apertura del 2009, mi sono ricordato che in esso non ho parlato di una polemica molto importante di casa nostra. Si tratta di un argomento che in realtà è passato un po’ in sordina e che, secondo me, meriterebbe non solo più spazio, ma soprattutto è molto più scioccante nelle sue conclusioni rispetto a questioni economiche come quelle di Italia.it: si tratta della proposta di cambiare le regole della lingua italiana ufficiale abolendo il congiuntivo, il condizionale ed il gerundio.

Dal mio punto di vista, la proposta rasenta l’assurdità ed è un intaccamento di uno dei fondamenti della cultura: la lingua.

In buona sostanza il messaggio di fondo è che siccome la media degli italiani è incapace di usare congiuntivi, condizionali e gerundi è inutile tenerli nella nostra grammatica ufficiale e vanno aboliti inquanto è inutile tenere delle regole che nessuno è materialmente in grado di applicare.

Mi viene in mente che circolando per le nostre strade si dovrebbero, a questo punto, eliminare i limiti di velocità, i semafori, l’obbligo delle frecce e quant’altro, visto che tanto la maggiorparte dei guidatori non sembra in grado di applicare il Codice della Strada(Continua a leggere…)

Saluto al 2008, buongiorno al 2009

auguri-2009Primo post del nuovo anno. E’ anche il 50° articolo pubblicato, per rimanere in tema di bilanci. Devo ammettere che il 2008 è stato un anno all’insegna del lavoro, dei contatti e delle soddisfazioni per un progetto questo giunto al suo secondo natale. Il blog non è stato attivato subito e per un certo periodo c’è stato anche qualche dubbio su come affrontare l’idea di creare un blog aziendale che non fosse solo un mezzo di feedback e di pubblicità, ma anche un modo per esprimere idee ed opinioni su un settore che (per fortuna) dimostra di essere vivo ed in continua crescita.

Nel 2008 Internet ed il mondo informatico si sono dedicati a vari argomenti che hanno creato accesi dibatti e polemiche, con novità alcune delle quali interessanti ed innovative che hanno (o stanno) cambiando l’uso degli strumenti informatici e telematici. Ovviamente le novità non si fermano alla tecnologia, ma, soprattutto a livello nazionale, si allargano al settore giuridico.

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Una tassa chiamata “abbonamento”

La notizia battuta recentemente da Punto Informatico è tratta da una serie di dichiarazioni del CDA della RAI che lanciano l’allarme per salvare i conti dell’aziena radio televisiva nazionale.

Dopo aver letto l’articolo, un po’ mi sono indignato. Le proposte che si offrono come soluzione al mancato entroito del canone sono principalmente due:

  1. Petruccioli & Co. propongono di abbinare il canone alla bolletta elettrica;
  2. l’ADUC che invece propone di far pagare il canone alle aziende detentrici di computer.

Ma che centrano elettricità e computer coll’abbonamento radio televisivo
In teoria nulla, ma in pratica, tutto: dipende infatto dalla reale natura del “canone” od “abbonamento”, come in realtà viene chiamato da alcuni anni.

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Un mailing furbacchione

Giusto l’altro giorno mi è arrivata una pubblicità dell’ENEL nella cassetta delle lettere.
Nulla di strano, se non per il fatto che l’utenza di casa non è intestata a me, ma ad un’altra persona
Di analisi da fare su una cosa in teoria normalissima ce ne sarebbero parecchie: diciamo che possiamo in qualche modo limitarci a tre semplici analisi:

  1. Scelta del packaging
  2. Indirizzo del mailing
  3. Destinatario del messaggio

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L’Araba Fenice del web: chi non muore si rivede.

Corsi e ricorsi storici ci portano avvolte a rispolverare argomenti che si ritenevano ormai chiusi. E’ il caso del più brutto esempio di sito internet istituzionale che il nostro paese abbia mai sfornato: italia.it.
Neanche gli altri siti governativi nazionali brillano per qualità, leggibilità e contenuti e se per caso trovate sul web siti ricchi d’informazioni, ben impaginati ed utili, state pur certi che i loro domini finiscono per .ch e non per .it.

Il governo ha assegnato, come sottosegretario, a Michela Vittoria Brambilla il compito di rimettere mano al famigerato portale.

Ovviamente gli osservatori storici della vicenda, già ne preannunciano il fallimento e ne prevedono peste e corna, ma forse più che per analisi è per mancanza di stima in tutto ciò che viene dall’Italia sull’argomento (dubbito che se ci fosse stato un altro governo od un’altra persona avrebbero espresso giudizi meno critici).

Fatto sta che la Brambilla (ormai per antonomasia) delle cose condivisibili e delle idee chiare sembra averle ed averle dette in un intervento del 22 luglio in Commissione Attività Produttive alla Camera dei Deputati.

Su internet il punto che è stato meglio focalizzato è la decisione di usare il dominio riservato italia.info per essere il linea con altre scelte analoghe approntate da alcuni stati europei nel corso degli ultimi mesi. Francamente (e il fatto che il cambio di nome è stato praticamente strappato con le pinze dalla bocca della Brambilla fa capire la reale importanza della cosa per il sottosegretario) questo è forse l’argomento meno importante: in Italia si da molta importanza ai nomi delle cose e spesso li si cambia, non per aggiungere qualcosa, ma per far capire che si da maggiore attenzione a questo o quell’argomento o categoria (è il caso di bidelli, netturbini e donne di servizio che hanno tutti quadagnato l’ambito titolo di “operatori”, ma la cui sostanza poi non è affatto cambiata, anzi). Il cambio del nome non è esattamente il simbolo del cambiamento, ma una mera scelta di marketing che si concretizza in pochi punti: (Continua a leggere…)

Le ricette non sono più quelle di una volta…

Nella mia famiglia sono stato abituato che in ogni cucina (nonne, zie, parenti, mamma) era sempre presente una copia del ricettario di cucina scritto dal fomoso cuoco Luigi Carnacina ed una del mitico Pellegrino Artusi.

Si tratta di due immensi manuali di cucina che spiegano tutto a cominciare dalle basi, compreso come maneggiare ed impastare, affettare e pulire e come far riposare, bollire, intiepidire e quant’altro per chi non ha mai in vita propria acceso un fornello o visto da lontano una padella.

Cosa centra questo col titolo?
Questa mattina m’è caduto l’occhio sulla guida TV, e proprio sulla rubrica delle ricette di cucina. Belle ricette ed apparentemente facili da realizzare, quasi tutte a base di carciofo. L’unica nota che ho trovato un po’ stonata era che all’interno della preparazione era specificato di dover levare il fieno e le foglie esterne dalla testa del carciofo. A me sarebbe bastato avessero scritto di pulire il carciofo (e già ci sarei rimasto male, perché un carciofo non pulito non lo avrei neanche mangiato). Stesse raccomandazioni per quanto riguarda cipollotti e funghi: di quest’ultimi raccomandava di togliere la terra dal gambo! (Continua a leggere…)

Levi-Prodi: come ti giustifico una censura

Alcuni mesi fa pubblicai un articolo sulla proposta di legge Levi-Prodi in merito alla possibilità di obbligare gli autori dei blog italiani ad iscriversi gratuitamente al pubblico registro degli editori di stampa.

Al’epoca la proposta del DLL fece un tale clamore ed un tale scandalo da spingere, apparentemente alla sospensione del’iter parlamentare. E’ di alcuni giorni fa la notizia che il giurista Daniele Minotti ha fatto notare come semplicemente la proposta dell’On. Levi sia stata sospesa per modifiche e che proprio in questi giorni dovrebbe essere riproposta con dei rimaneggiamenti rispetto al testo precedente.

Il succo delle correzioni dell’On. Levi sono che ha lasciato una più ampia possibilità d’interpretazione al giudice, pratica ormai ampiamente diffusa dai legislatori italiani nel corso degli ultimi anni: a sofrirne sono più o meno tutte le leggi promulgate dagli ultimi tre governi, di destra e di sinistra. (Continua a leggere…)

C’è Aria di WiMax

Mi scuso per il gioco di parole del titolo, ma sembrava più che mai indicato. La notizia è di ieri ed è decisamente interessante. L’asta pubblica indetta dallo Stato l’anno scorso ha fatto parecchio parlare di sé, sia per quanto riguarda gli scetticismi, sia per ciò che verteva gli indubbi vantaggi di questa nuova tecnologia di trasmissione dati senza cavi, in grado di coprire, con un’unica antenna un’area geografica particolarmente ampia.

Entro il 30 giugno 2009 saranno installate 1200 stazioni WiMax su tutto il territorio nazionale. Entro la fine del nuovo anno sono previste 4500 installazioni che saranno in grado di coprire l’intera penisola, garantendo soprattutto ai centri minori attualmente irragiungibili dalle connessioni ADSL di non rimanere più separati dal resto del Paese a livello tecnologico.

Ricordiamo che spesso in queste aree esistono aziende o piccole comunità che sono isolate, non solo da internet, ma anche da altri servizi di comunicazione e che il WiMax avrebbe il compito di ridurre questo gap.

Entro breve quindi, oltre un centinaio di comuni, non solo minori, saranno serviti dalla nuova forma di connettività.

A permettere questo miracolo è un’azienda umbra, Aria, che si è aggiudicata la gara per 45 milioni di Euro.

La notizia originale è stata tratta da:

SMAU: l’intervento di Mauro Orlando sulla sicurezza

Da quanto viene diffuso in queste ore riguardo l’intervento di Mauro Orlando, manager di Gartner Consulting, riguardo al concetto di sicurezza integrata nella gestione d’impresa, emerge quanto evidentemente sia ancora abbastanza lontana la comprensione di determinate tematiche nell’ambito dell’imprenditoria italiana.

Orlando spiega che “la sicurezza riguarda tutta l’organizzazione non solo i sistemi informativi, il top management o una singola area. [...] Si fanno spesso degli interventi parziali, scoordinati o intempestivi. La regola d’oro invece è bilanciare singoli interventi coordinati, piuttosto che fare un singolo grosso intervento”.

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