Scadenzario dell’Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione degli utenti sul proprio sito web, una serie interessante ed utile di strumenti totalemente gratuiti, inidirizzati ai contribuenti che permettono di riamenere costantemente informati ed in regola con i pagamenti e gli altri oneri.

Tra gli strumenti a disposizione c’è lo Scadenzario, diviso in due distinte sezioni: una da cui poter scaricare anno per anno una lista in formato PDF di tutte le scadenze in corso, che offre anche la possibilità di accedere anche agli anni già trascorsi; l’altra ancora più interessante che permette tramite un comodo motore di ricerca di sapere le scadenze nel corso del mese, diviso per categoria di contribuente, tipologia di tributo od adempimento e la possibilità di stabilire l’ordine d’indicizzazione.

E’ possibile accedere hai servizi dai seguenti link:

Il diritto d’autore e le patate

Venerdì su Punto-Informatico è stato pubblicato un lungo articolo su una frase di Charlie McCreevy sulla necessità di allargare i tempi di decadimento del diritto d’autore sulle opere musicali per un arco di tempo sufficientemente ampio per coprire la vita degli autori musicali, soprattutto quelli più sconosciuti, e garantire loro così di poter godere delle royalties anche in età avanzata e sopperire così ai mancati entroiti pensionistici.

L’amarezza non mi è venuta a causa dell’articolo, anche se si potrebbero fare tante riflessioni, ma sulla natura dei commenti lasciati dai lettori che francamente m’hanno dato la precisa misura di che valore viene dato ai lavori così detti “creativi”. (Continua a leggere…)

Diritto d’autore: quando non vale più (o non vale in parte…)

È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma.

A dirlo è l’art. 70, comma 1-bis, come modificato dal DDL S1861 della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.
Questa modifica entra in vigore da Sabato 9 febbraio 2008 e da parecchio da pensare…

Analizziamo le scarne righe che compongono questo comma.

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Conclusa l’avventura di Italia.it

E' morto Italia.itL’intricata vicenda di Italia.it, il portale che nelle idee del precedente governo di centro destra, doveva promuovere il turismo nel nostro Paese, è definitivamente giunta ad una conclusione. Sfortunatamente alla peggiore: la chiusura del portale.
Francamente la soluzione, dopo un bilancio che ha comportato una gara d’appalto internazionale, polemiche durate due anni e l’esborso dalle casse pubbliche di 5,8 milioni di euro (cioè circa 12 miliardi di vecchie lire), è clamoroso e lascia l’amaro in bocca.

Questo progetto nasce subito male, si sviluppa peggio e si è concluso nella maniera più dannosa per gli italiani.
Facciamo un po’ di chiarimento sulla storia di Italia.it.

Il governo Berlusconi decide circa due anni fa che, come promozione per il settore turistico italiano, debba essere creato un portale web nazionale che permetta di trovare notizie, informazioni, servizi, contatti ed itinerari per tutti coloro che vogliono visitare l’Italia, dall’esterno ed anche nazionalmente.
Portali di questo tipo sono stati in passato già realizzati da altre Nazioni con lo stesso scopo.
L’idea di base è quella di sfruttare le nuove tecnologie per fornire un servizio moderno e completo e creare un brand che sia identificabile immediatamente e che sintetizzi le caratteristiche del nostro Paese nel mondo.

Fin qui nulla di male, tutt’altro. (Continua a leggere…)

Dell’arte, dei musei e della legge.

Vi siete mai domandati se si possano pubblicare sui siti le fotografie di quadri del secolo scorso oppure di statue romane? Vi siete mai chiesti che fine fanno le opere d’arte trafugate all’estero che rientrano nel nostro paese?

Nell’articolo apparso venerdì 21 dicembre su Punto Informatico di Spinelli, si descrive brillantemente un problema generato da uno dei regali lasciatici dal fu Ministro Urbani e che, a quanto pare, non dispiaccia affatto nemmeno all’attuale vicepremier Rutelli nella sua veste di Ministro per i Beni e le attività culturali.

Per farla breve, il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” è un documento che, collegandosi ad altre leggi italiane, stabilisce i metodi adottati dallo Stato e dai suoi delegati (enti museali, ma anche geografici) per la tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico nazionale.

Il Codice Urbani (chiamiamolo così), è un po’ come altre leggi del precedente governo di centro destra una soluzione frettolosa, nella sostanza ottima e dai nobili principi, ma nei fatti contraddittoria e curiosa.

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Per il governo è nata una nuova equazione: sito web = giornale

E’ una notizia battuta recentemente ed ormai ha già indignato ed infuocato tutto il web: il 3 agosto 2007 il Consiglio dei Ministra ha approvato un progetto di legge a firma dell’On. Levi che prevederebbe l’obbligo di tutti i possessori di un sito internet, anche ad uso non professionale, che non siano degli editori, la registrazione presso il ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione).

Sebbene dai recenti risvolti sembra che il disegno di legge verrà modificato od addirittura eliminato, è senza dubbio un chiaro e francamente oscuro segnale, da parte del mondo politico nei confronti di Internet e dei fondamenti sociali e filosofici su cui la rete si basa: libera divulgazioni di idee, notizie, nozioni ed informazioni a titolo non necessariamente oneroso.

Va inoltre ricordato come, questa proposta, sembri, sebbene in maniera forse impropria, fare “il paro” con l’applicazione dell’oscuramento di siti internet esteri per il gioco d’azzardo on-line, che aveva fatto supporre ai maligni, futuri tentativi di limitazione delle libertà espressive individuali on-line.

Come disse una volta il Presidente Giulio Andreotti, “a pensar male si fa peccato, ma di solito ci si azzecca”.
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