RAI: nuovo logo. Addio alla “farfallina”…

Solo poco tempo fa la RAI aveva sostituito i tipici loghi dei tre canali con la curiosa “farfallina”: un marchio che, quando venne reso pubblico, fece discutere. La farfalla era costituita da due profili di un volto contrapposti: il significato che veniva dato, parlava di rapporto con il pubblico e di un brand disegnato intorno ad esso. L’idea nasceva in un periodo in cui si discuteva parecchio sul Servizio Pubblico e del fantomatico “Canone” e si penso di ridisegnare il rapporto che l’Azienda aveva con l’utenza cercando di creare un rapporto di fidelizzazione che passava attraverso un ammodernamento del marchio, caratterizzato e personalizzato, e nuovi servizi, soprattutto dal punto di vista telematico e multimediale, oltre ad un rinnovo degli studi televisivi e delle sigle dei telegiornali (soprattutto del TG1 e di TV7, entrambi con risultati discutibili).

E’ da lunedì che la fase “farfallina” è sparita: nasce una nuova era, francamente molto più impersonale e che in qualche modo torna all’idea di identificare i canali singolarmente con i tipici tre colori, a cui, con la nascita del canale RAI4 si affianca un altro. (continua…)

Tecniche di marketing on-line: errori di comunicazione

Nella giornata in cui viene finalmente reso pubblico il testo integrale della sentenza di tribunale che condanna tre dirigenti di Google Italia a 6 mesi di reclusione per violazione della privacy, vengo raggiunto per l’ennesima volta in tre anni da un’e-mail molesta che credevo di essermi lasciato definitivamente alle spalle mesi fa: nasce spontaneo chiedersi se chi cerca di trarre profitto dalla rete, ragioni sull’impatto che le proprie azioni hanno sulla propria immagine pubblica.

Non mi dilungo sulla sentenza, rimandandovi invece all’ottimo articolo dell’Avv. Guido Scorza pubblicato sul suo sito e alla lettura delle 111 pagine della sentenza: ve la semplifico nel più rapido dei modi. Per il Giudice i dirigenti italiani erano tenuti a fare in modo che le disposizioni previste dalla normativa sulla privacy di cui alla L. 196/2003 dovessero essere maggiormente visibili e comprensibili agli utenti del sito Google Video, anche se il Giudice non ritiene che questo avrebbe potuto impedire l’atto di caricamento del video e la diffamazione che da esso si è ingenerata. In somma i tre sono stati condannati perché non si sono prodigati a far sapere ad una ragazzina di 12 anni che pubblicare il video con un pestaggio ai danni del compagno disabile era un reato. (continua…)

ULTRA Studio Blogs: un anno di bilanci e gli auguri per il 2010

Un altro anno si avvicina alla sua conclusione ed uno nuovo, il 2010 sta arrivando. Il 12 gennaio ULTRA Studio spegnerà 3 candeline: non sono tante, forse sono ancora poche, ma in una nazione in cui raramente le P.M.I. sopravvivono al loro secondo anno di attività, possiamo dire che abbiamo raggiunto un primo traguardo (perché la vita di traguardi non ne ha uno solo, ma tanti, diversi fra loro, tutti da porsi e da raggiungere se si vuole appunto vivere).

Una delle prime cose da sottolineare è che la famiglia di blog si è un po’ allargata: oltre a questo spazio, ULTRA Studio corporate blog, si sono affiancati sia il sito di CheckBank 1.5 che un piccolo esperimento di collaborazione tra Claudio Lippi, titolare della ditta, Marista Urru, opinionista e blogger, e Francesca Lippi, comunicatrice ed addetto stampa professionista: è nato così Er Mozzichetto, volutamente non appoggiato all’interno del nostro portale aziendale e che non tratta affatto di argomenti tecnici o bancari. (continua…)

Eventi & Workshop: i POP di Robin Good e GTDay

POP-logoQuest’ultimo trimestre ha visto, oltre a IAB Forum 2009, anche un’altro grande evento di primaria importanza per la comunicazione web: i workshop di MasterNewMedia “POP” la cui prima edizione si è svolta a Roma il 7 novembre e il 21 novembre a Milano.

Per molti visitatori e commentatori è stato uno dei più interessanti e formativi eventi dell’anno che ha permesso a tanti non solo di incontrare dal vivo uno dei personaggi più significativi del web, Luigi Canali De Rossi, editore e famoso consulente di marketing e comunicazione multimediale, ma ha permesso di apprendere tecniche che sono ritenute da molti altamente proficue nello sviluppo di un network informativo che sfrutti efficaccemente le nuove tecnologie del web. (continua…)

IAB Italia rinnova il proprio logo

03 IAB LOGO_international extension alt_liveAll’ultimo Forum 2009, IAB Italia ha presentato ufficialmente il nuovo logotipo disegnato appositamente per essere il linea con il restyling del gruppo IAB Europe che ha spinto affinché i distaccamenti nazionali si allineassero tutti sul suo brand conferendo così, fin dal primo impatto, un’uniformità tra i bureau, che ovviamente va al di là della “divisa”, ma che è incentrata su la promozione della comune politica del gruppo.

Il nuovo marchio è molto semplice, basato sul carattere Futura Extra Bold, in due colori (nel caso italiano nero e blu, nel caso di IAB Europe blu ed arancio, i colori classici del IAB). Le lettere sono tutte minuscole ed il punto della “i” viene riportato in basso a destra e viene usato per attrarre l’attenzione sul nome della nazione su cui opera lo specifico gruppo di riferimento: il nome è posto in verticale ed obbliga ad una lettura dal basso verso l’alto. (continua…)

Fumetti sotto il Solleone: rispolverare i grandi illustratori di ieri o ieri l’altro

fumettiL’Estate ha forse un solo difetto: fa tanto caldo e spesso passa veramente la voglia di spremersi le meningi, ma di certo a molti capita di avere maggiori occasioni di tenere in mano libri, giornali e riviste e, perché no, anche fumetti.
Adoro i fumetti e ne ho letti un po’ di tutti i tipi, dalle strisce umoristiche ai manga, dai supereroi americani ai nostrani noir all’italiana: nel mucchio ci sono cose non proprio degne di nota, ma anche veri e propri capolavori. Il fumetto, spesso non ci si pensa, ma è un media a tutto tondo: un po’ libro, un po’ film, un po’ illustrazione ed un po’ letteratura, avvolte anche vagamente poetico. Oggi, come sempre, in edicola spopolano prodotti di ampio respiro, facile lettura e comprensione; vere fonti di svago, magari ben sceneggiati e ben disegnati, ma di certo non impegnati ne impegnativi: non ci trovo niente di male perché anch’io li cercavo quando andavo al liceo, per sfogliare una mezz’ora le avventure del tipo o della tipa in calsamaglia e mutandoni, oppure il mostro di turno ispirato agli Oni che sbuca fuori dal nulla in circondato da un nugolo di linee orizzontali e fa una strage fino all’arrivo del bel tenebroso armato di katana. Eppure esistono veri Autori con la A maiuscola che hanno saputo fare del fumetto un’arte, spesso derivante dal decoro o dall’illustrazione pura e del segno a china una forma di comunicazione visiva d’impatto e con un’ampia resa qualitativa.
Come tutti gli appassionati ho i miei preferiti: Toppi, Pratt, Magnus, Bonvi, Diso, Bozzetto, Rotundo, Hart, Eisner, Solano Lopez, Miyazaki, Osamu Tezuka, Masamune Shirow. (continua…)

Il nuovo contest MINI Space aperto ai creativi della fotografia

Marchio Creative Use of Space - Mini

Qualche tempo fa mi sono iscritto ad uno dei progetti più interessanti per l’incontro, lo scambio d’idee ed opinioni on-line con professionisti ed appassionati di grafica creativa: il sito Creative use of space, nato per la promozione del marchio Mini di BMW e per creare una community di creativi intenti a declinare marchio ed idee all’insegna dell’uso creativo dello spazio, il rapporto con l’ambiente e con qualsiasi altra idea creativa ed innovativa ruoti intorno ad un’immagine giovane, dinamica, ricreativa od utile, in linea con il messaggio che il marchio Mini vuole veicolare. (continua…)

Giornali on-line: gratis o a pagamento?

quotidiani-a-pagamentoIl mondo del giornalismo si sta domandando da mesi, ormai, quale sarà il proprio futuro, ora che Internet ha raggiunto una tale diffusione da essere un mezzo di comunicazione anche in quelle nazioni che fino a non molto tempo fa, erano praticamente escluse anche dalle statistiche d’uso e connettività.
Presa tra due fuochi in quasi tutto l’Occidente, la Carta Stampata si è vista sempre più ridurre il numero dei lettori a scapito della libera diffusione delle notizie sul web. Va detto che fin dagli albori della diffusione pubblica, l’informazione on-line ha sempre avuto un particolare punto debole nell’identificazione qualitativa delle fonti: di fatto la possibilità che chiunque potesse scrivere qualsiasi cosa, rendeva dubbie determinate notizie. Al giorno d’oggi però, questo problema sembra sempre più spesso superato dalla presenza on-line di nomi classici e blasonati del giornalismo e della divulgazione, che nella corsa all’aggiornamento non si sono voluti far sfuggire un’occasione di intaccare un nuovo mercato (anche se, a voler proprio essere sinceri, non sembrassero crederci troppo…).

Recentemente a far parlare di sé ci sono stati anche alcuni rappresentanti delle piccole e medie società pubblicitarie, che si sono viste decurtare parte dei loro entroiti dalla sempre più frequente scelta da parte della clientela di sistemi pubblicitari di advertising on-line, in primis Google AdSense/AdWords. In coda a queste preoccupazioni si sono riuniti tutti quegli editori cartacei che temono di non aumentare o di non generare abbastanza profitti: il dubbio è che regalare notizie non sia redditizio quanto venderle e che regalandole on-line non si riesca più a venderle su carta, con i relativi danni economici che s’ingenerano.

Il New York Times prova per la seconda volta la strada del pay per read: già nel 2005 aveva tentato proponendo sotto la dizione di “Times Select” una parte dei contenuti a pagamento, ma il progetto venne sospeso definitivamente nel 2007 per il poco successo ottenuto dall’operazione. (continua…)

Internet e l’intasamento pubblicitario

spamRecentemente sul forum di Robin Good è iniziata una discussione avviata dall’autore di un sito di mini-vidiogiochi in flash: si chiedeva cosa si pensasse del sito e perché secondo noi il CTR fosse basso. Niente da eccepire sul progetto, anzi, ma quasi tutti noi che siamo intervenuti abbiamo subito notato qualcosa che in fin dei conti ci disturbava: un quantitativo impressionante di banner piazzati in maniera sicuramente molto visibile, ma tali da rendere praticamente nascosto il contenuto del sito stesso, cioè i giochi.

Il sito è graficamente accattivante, l’idea degli scaccia-pensieri è buona, ma quando lo visitavi (nel frattempo lo ha e lo sta cambiando) eri costretto a scrollare quasi mezzo schermo per vedere il contenuto che cercavi.

L’immagine che mi è venuta in mente è quella di Fantozzi che fa zapping in TV raggiungendo il record di “380 cambi di canale in 26 secondi netti!”(continua…)

Carriarmati informatici a chi chiede utilitarie…

Immagine postata da Matthew90 sul forum di MitoclubE’ veramente tanto tempo che non scrivevo un articolo, ma giusto oggi mi è capitata una situazione con un cliente che mi ha dato da pensare.
Una delle prime cose che ho imparato del lavoro è che il proprio prodotto deve sempre essere conforme alle aspettative, ma anche al livello del cliente. Cercherò di spiegarmi meglio: credo che tutti concordiamo sul fatto che ciò che necessita al nostro macellaio di fiducia non è la stessa cosa che necessita ad una società di esportazione di pollami all’ingrosso. Entrambi trattano lo stesso articolo, pollame, ma in maniera differente e, soprattutto, ad un livello diverso. Questo non significa che il macellaio richieda prodotti di bassa qualità, ma sicuramente necessiterà di prodotti commisurati alla sua impresa ed al suo target, oltre che al proprio badget, che in linea di principio non è lo stesso di un grande industriale delle carni, ma quello di una piccola-media impresa ad interesse locale. E’ un principio semplice, che aiuta a fornire, vdavvero, prodotti pertinenti alla clientela. Ovviamente, come in tutte le cose nella vita, serve elasticità mentale nell’adattarsi alle richieste, ma se vendo celle frigorifere dovrei sapere che la commessa del macellaio non potrà mai essere in linea di massima identica a quella dell’industriale di polli, e quindi, va da sé, che è abbastanza ridicolo se il fornitore cerca di piazzare congelatori industriali per lo stoccaggio di milioni di polli ad un negozio di carni di 60 mq in centro-città. (continua…)