Blogaziende: guadagni dei blogger, guadagni coi blogger

Immagine tratta da TigullioVino.it

Internet sembra tutta focalizzata su quanto emerso dal resoconto annuale di Technorati sulla galassia dei blogger iscritti al loro circuito.

L’analisi mostra un panorama decisamente interessante soprattutto per quanto riguarda uno degni aspetti più discussi del fenomeno: i guadagni che si possono fare possedendo un blog con una visibilità medio-bassa.

Molte guide sono state scritte e molti siti sono nati proprio intorno a questo argomento: il caso tipico è quello di Master New Media, un editore (on-line) sorto proprio intorno ad un blog che fruttava parecchio al punto di diventare un punto di riferimento nel panorama internazionale come guida per la realizzazione di blog di successo.

Il blog di Robin Good spiega in moltissimi post proprio come fare per incrementare seriamente i guadagni, puntando soprattutto all’uso ragionato degli advertises ed in particolar modo al servizio di Google AdSens come forma di guadagno.

Technorati, dal canto suo, ci dice che i blogger europei ed asiatici guadagnano più di quelli americani e che la media di guadagno per sito è addirittura di 6.000 dollari all’anno (cifra che ovviamente è sfalsata dai blog che hanno un numero di visite giornaliere pari o superiori a 100.000). La realtà che emerge è di guadagni introno ai 200-300 dollari all’anno basando le fonti d’introito su i soli AdSense (e servizi simili). Emerge che esiste una forte differenza tra i blog aziendali ed altre tipologie di blogger e che le scelte di marketing dipendono prevalentemente da essa.

Sempre Technorati ci dice che i blogger appartenenti al “gentil sesso” sono più abili degli altri a far rendere il proprio sito: sembrano essere più brave a scegliere i tool da implementare ed i circuiti più redditizzi da frequentare e sembrano più a loro aggio nel gestire banner e advertises.

In somma, le pretese non sono alte. Un piccolo blog può arrivare a pagarsi annualmente una buona piattaforma di hosting o addirittura un piccolo server virtuale. Già un blog di medio livello può effettivamente diventare una piccola fonte di reddito integrativo. Più difficilmente un blog può crescere a tal punto da diventare una fonte di reddito unica. Il numero di questi superblogger non è elevato, ma il fatto che una media statistica sia arrivata ad un livello pro utente così alto, fa ben capire quanto non sia un traguardo affatto impossibile da raggiungere.

I blogger non sono solo dei cercatori d’oro, ma stanno anche diventando una miniera: l’esperimento portato avanti da HP, ha permesso alla major di incrementare le vendite dei propri dispositivi laptop proprio appoggiandosi ad una rete di blogger, scelti tramite una società di marketing, per pubblicizzare la gamma prodotti. Il risultato è un eccezionale 85%. Tutta da valutare è la ripetibilità dell’esperienza, ma fa anche capire la visibilità di uno strumento quale il blog, nato prevalentemente come una forma di diario on-line.