Le aziende presenti sui Social Network

Prendendo spunto da una segnalazione fatta dal blog di Mauro Lupi, ho raggiunto un documento interessante che tratta dell’aspettativa del pubblico americano di vedere le aziende anche all’interno dei social network.

Il documento leggibile in ingua inglese sul sito della Cone Inc., che ha effettuato un’analisi sul 60% di americani che usano abitualmente i social network.

Emerge che di questi il 59% interagisce abitualmente tramite questi strumenti con le aziende. Il sondaggio dice che il 43% del campione ritiene di aver risolto i propri problemi contattando le aziende con questo sistema; il 41% ha avuto la possibilità, richiesta direttabente dall’azienda, di fornire un proprio feedback sui prodotti; il 37% considera lo strumento un mezzo per testare l’interesse dei consumatori verso nuovi prodotti ed aiuti nello sviluppo di questi; il 25% lo considera uno strumento di marketing verso il consumatore.

Ricordo che nei paesi anglosassoni, “consumatore” è un termine che ha una valenza giuridica specifica e non una referenza generica come l’ha avuta da noi fino a non molto tempo fa, prima dell’introduzione del Codice del Consumo.

L’analisi è utile per comprendere come impiegare un social network non solo per pubblicizzare i propri prodotti, ma anche per fornire assistenza e fidelizzazione.

Sebbene come specifichi anche Lupi, non sempre quanto emerge da sondaggi fatti negli USA abbiano poi una rilevanza per il mercato europeo ed italiano, è indubbio che nel nostro paese dove si sta verificando una diffusione proprio di questi strumenti, il documento sia indicativo ed offra una guida per capire il perché di una decisione apparentemente lontana dai normali metodi di approccio al pubblico a cui siamo abituati su internet.

C’è Aria di WiMax

Mi scuso per il gioco di parole del titolo, ma sembrava più che mai indicato. La notizia è di ieri ed è decisamente interessante. L’asta pubblica indetta dallo Stato l’anno scorso ha fatto parecchio parlare di sé, sia per quanto riguarda gli scetticismi, sia per ciò che verteva gli indubbi vantaggi di questa nuova tecnologia di trasmissione dati senza cavi, in grado di coprire, con un’unica antenna un’area geografica particolarmente ampia.

Entro il 30 giugno 2009 saranno installate 1200 stazioni WiMax su tutto il territorio nazionale. Entro la fine del nuovo anno sono previste 4500 installazioni che saranno in grado di coprire l’intera penisola, garantendo soprattutto ai centri minori attualmente irragiungibili dalle connessioni ADSL di non rimanere più separati dal resto del Paese a livello tecnologico.

Ricordiamo che spesso in queste aree esistono aziende o piccole comunità che sono isolate, non solo da internet, ma anche da altri servizi di comunicazione e che il WiMax avrebbe il compito di ridurre questo gap.

Entro breve quindi, oltre un centinaio di comuni, non solo minori, saranno serviti dalla nuova forma di connettività.

A permettere questo miracolo è un’azienda umbra, Aria, che si è aggiudicata la gara per 45 milioni di Euro.

La notizia originale è stata tratta da:

SMAU: l’intervento di Mauro Orlando sulla sicurezza

Da quanto viene diffuso in queste ore riguardo l’intervento di Mauro Orlando, manager di Gartner Consulting, riguardo al concetto di sicurezza integrata nella gestione d’impresa, emerge quanto evidentemente sia ancora abbastanza lontana la comprensione di determinate tematiche nell’ambito dell’imprenditoria italiana.

Orlando spiega che “la sicurezza riguarda tutta l’organizzazione non solo i sistemi informativi, il top management o una singola area. [...] Si fanno spesso degli interventi parziali, scoordinati o intempestivi. La regola d’oro invece è bilanciare singoli interventi coordinati, piuttosto che fare un singolo grosso intervento”.

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Web Television: nuovi traguardi e nuove “contaminazioni”

Nell’ultima settimana il mondo delle Web TV di alto livello e del Video Sharing ha fatto parlare di se con nuovi tool ed esclusive giornalistiche che iniziano a dare peso e senso a quello che fino all’estate scorsa era solo un fenomeno informatico agli albori e tutto da scoprire.

Nell’immaginario collettivo, per Web TV s’intende icredibilmente YouTube. Nulla di più lontano.
In realtà fare televisione sul web significa esattamente fare televisione. E’ il mezzo che cambia: anziché l’etere, il digitale terrestre, la parabola od il cavo, si trasmetto i video tramite una pagina Internet. (continua…)

Frate Indovino e Barbanera: pubblicazioni di fine anno

Devo ammettere che forse è un argomento un po’ strano e diverso dal solito. Non si tratta d’informatica o telematica (sebbene entrambi gli oggetti del post abbiano una loro finestra on-line), ma è più corretto parlare di comunicazione di massa.

Giovedì ho ricevuto per la prima volta una copia del mitico calendario dei Frati Cappuccini: Frate Indovino 2009.

Premetto che non sono particolarmente religioso, anzi tutt’altro, ma devo amettere che mi ha dato piacere rivedere dopo tanti anni il classico calendario tutto colorato e di proporzioni generose (forse un po’ fuori misura per le case e soprattutto le cucine moderne, piccole e spesso minuscole). Questa pubblicazione che è ormai arrivata alla sua 68^ edizione, ha imperversato per le case degli italiani fin quasi dal dopoguerra. Navigando sul web in molti arrivano a denigrarla, qualcuno ad odiarla (forse perché stufi di riceverla), altri addirittura arrivano ad additarla come una forma di proselitismo su carta stampata. (continua…)

Clickjacking, nuova frontiera del cracking

In questi giorni si sono susseguite interessanti ed importanti notizie in merito ad una nuova pratica di cracking (l’hacking per scopi criminali): il clickjacking.

In buona sostanza, così come viene tradotto da Alessandro Bottoni sul suo blog in una bella guida sul fenomeno tra le più complete in circolazione, per clickjacking si può intendere il “furto di link”. Si tratta di una sorta si reindirizzamento che può sfruttare varie tecniche basate su Javascript (ma non solo) oppure usando degli iframe per costringere il visitatore di un sito a cliccare su specifici link dirottandolo su pagine dove vengono scaricati generalmente virus worm e trojan. (continua…)

SMAU 2008

L’evento del mese è, ovviamente, l’imminente edizione della più importante fiera tecnologica italiana lo SMAU.
Questa edizione è integralmente dedicata ai successi ottenuti da aziende italiane che hanno impiegato con successo le tcnologie ICT per il business. Il ciclo di conferenze è rivolto integralmente al management, ma anche ad un’analisi approfondita proprio della diffusione, comprensione ed uso dell’ICT nel nostro paese. (continua…)

Cloud Computing e il lavoro distribuito

Forse qualche purista potrebbe storcere il naso, ma in buona sostanza ormai quasi tutti noi facciamo uso di tecnologie di cloud computing, anche se spesso sono impropriamente utilizzate. La diffusione di soluzioni software partecipative e non stand-alone è arrivata a tal punto di estendere l’interesse del paradigma oltre ai normali fornitori di servizio accendendo la fantasia anche di aziende “sovrane” nel settore informatico come Microsoft.

Ormai il concetto sembra addirittura abbracciare prodotti hardware che fino a poche settimane fa potevano facilmente essere bollate come consumeristiche.

La notizia è che, prim’ancora di Windows 7, il colosso di Redmond ha deciso di proporre un sistema operativo a cui è stato dato il nome provvisorio di Windows Cloud ed il cui uso dichiarato è rivolto al Cloud Computing sul lato client.

Ma che cos’è il Cloud Computing? In poche parole è un’architettura che vede agire tre figure: un fornitore di servizi, un cliente fornitore ed un utente finale. Il fornitore mette a disposizione i server hardware al cliente fornitore di servizi software che vengono impiegati da remoto dagli utenti finali. Già così l’idea ci è familiare, anche se spesso le prime due figure tendono a coincidere. L’esempio più efficace e che proprio in queste ore è stato preso in considerazione da Steve Ballmer, successore di Bill Gates, è Google Docs.

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Blogaziende: guadagni dei blogger, guadagni coi blogger

Immagine tratta da TigullioVino.it

Internet sembra tutta focalizzata su quanto emerso dal resoconto annuale di Technorati sulla galassia dei blogger iscritti al loro circuito.

L’analisi mostra un panorama decisamente interessante soprattutto per quanto riguarda uno degni aspetti più discussi del fenomeno: i guadagni che si possono fare possedendo un blog con una visibilità medio-bassa.

Molte guide sono state scritte e molti siti sono nati proprio intorno a questo argomento: il caso tipico è quello di Master New Media, un editore (on-line) sorto proprio intorno ad un blog che fruttava parecchio al punto di diventare un punto di riferimento nel panorama internazionale come guida per la realizzazione di blog di successo.

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