Conclusa l’avventura di Italia.it

E' morto Italia.itL’intricata vicenda di Italia.it, il portale che nelle idee del precedente governo di centro destra, doveva promuovere il turismo nel nostro Paese, è definitivamente giunta ad una conclusione. Sfortunatamente alla peggiore: la chiusura del portale.
Francamente la soluzione, dopo un bilancio che ha comportato una gara d’appalto internazionale, polemiche durate due anni e l’esborso dalle casse pubbliche di 5,8 milioni di euro (cioè circa 12 miliardi di vecchie lire), è clamoroso e lascia l’amaro in bocca.

Questo progetto nasce subito male, si sviluppa peggio e si è concluso nella maniera più dannosa per gli italiani.
Facciamo un po’ di chiarimento sulla storia di Italia.it.

Il governo Berlusconi decide circa due anni fa che, come promozione per il settore turistico italiano, debba essere creato un portale web nazionale che permetta di trovare notizie, informazioni, servizi, contatti ed itinerari per tutti coloro che vogliono visitare l’Italia, dall’esterno ed anche nazionalmente.
Portali di questo tipo sono stati in passato già realizzati da altre Nazioni con lo stesso scopo.
L’idea di base è quella di sfruttare le nuove tecnologie per fornire un servizio moderno e completo e creare un brand che sia identificabile immediatamente e che sintetizzi le caratteristiche del nostro Paese nel mondo.

Fin qui nulla di male, tutt’altro. (continua…)

Dell’arte, dei musei e della legge.

Vi siete mai domandati se si possano pubblicare sui siti le fotografie di quadri del secolo scorso oppure di statue romane? Vi siete mai chiesti che fine fanno le opere d’arte trafugate all’estero che rientrano nel nostro paese?

Nell’articolo apparso venerdì 21 dicembre su Punto Informatico di Spinelli, si descrive brillantemente un problema generato da uno dei regali lasciatici dal fu Ministro Urbani e che, a quanto pare, non dispiaccia affatto nemmeno all’attuale vicepremier Rutelli nella sua veste di Ministro per i Beni e le attività culturali.

Per farla breve, il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” è un documento che, collegandosi ad altre leggi italiane, stabilisce i metodi adottati dallo Stato e dai suoi delegati (enti museali, ma anche geografici) per la tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico nazionale.

Il Codice Urbani (chiamiamolo così), è un po’ come altre leggi del precedente governo di centro destra una soluzione frettolosa, nella sostanza ottima e dai nobili principi, ma nei fatti contraddittoria e curiosa.

(continua…)